lunedì 20 luglio 2009




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sabato 27 giugno 2009



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Da : *** le liriche ***

Il profumo del viale Regina Margherita.

Ritornando in quel viale
il profumo pervade la mente mia,
mi riporta a gli anni andati, mi rivedo giovinetto,
su quella bella e festosa via.

Era d’estate quando attraverso quel viale solingo ed alberato,
mi inducevi, con la mano stretta nella tua,
allo svago, nella villa adiacente “Amedeo”,
assieme ai tanti onorati d’eccellenza.

Era tra il profumo di zagara e la frescura
ch’io trascorreva le più bell’ore insieme a te
mentre tu, controllando il divago mio che s’apriva ai novelli giochi,
tra mille pensieri,lo sguardo posavi su di me.

In quel silente e calmo andar pomeridiano ci legava un solo fine:
tu a costruir di me la stagione della vita,
io a ricevere di te l’insegnamento puro,
sicuro che il volere tuo era il mondo mio da esplorare.

Rivedo ancora lo sguardo tuo ,il passo tuo compassato,
i tuoi occhi tristi, pieni di malinconia,
come lumi scintillanti di luce fonda,
che ancora serbo nel mio tempo,

tempo, come pegno, racchiuso in un forziere
nell’angolo più lontano dei ricordi miei che,
bisognevole, ora riapro con lentezza
ché non fugga in me quella presenza.

Ed allora che, aspergendomi di quel profumo antico,
di quel meriggiare estivo e pensieroso,
dove poca gente ormai trova comunanza,
io rivedo te in quel viale nella sua magnificenza.

Lo attraverso felice e parco ,
come a indurlo a farmi compagnia,
incredulo, a riavermi nuovamente e
con un pò di nostalgia;

a rigodere ,in esso,quel passo suo moderato,
a ritracciare quell’orma sua antica,
a rileggere, nel suo passato,
a ritrovarmi già Uomo col tempo suo maturato.

E’ qui che l’ orgoglio m’assale in quell' antico tratto;
È qui che più s’avvicina la linea di confine,
è qui, ancor più che leggo la coranza in quegli occhi tristi,
è qui…. che più chino il capo, nel mio cammino lento;

perché anch’io desioso stringere vorrei ,la mano ai quei figli miei,
per imprimere loro l’antica e medesima andatura,
per accordare loro l’antico e profondo sguardo,
per indicare loro, la via del migliore futuro,


quello che ricevetti in quella stessa via,
quella ch’egli m’indicò di percorrere fino alla meta,
quella che cessò la stretta , prima che avesse termine
la lunga e triste scena della sua vita .


Aaronn é

Salvatore Casales
29/06/2009 9.30.27

martedì 2 giugno 2009






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POLITICA
*** UNA DONNA,UN SINDACO *** PER RISCRIVERE IL PROGETTO: " CALTANISSETTA CITTA' DEL FUTURO " CON FIORELLA FALCI-
6 e 7 giugno 2009



^In questi anni, come assessore all'Identità e futuro
ho lavorato principalmente
a questi progetti, oggi realizzati ^

SCUOLA | SOLIDARIETA' SOCIALE | CULTURA
Invia i tuoi messaggi a fiorellafalci@libero.it

Puoi visionare il suo copioso programma completo e di sintesi sul sito:

www.fiorellafalci.it

IL MIO COMMENTO :


Non é sempre facile ,nelle mie consuete declamazioni,trattare della statura di determinati soggetti quando gli stessi ,di per se ,mostrano di possedere alta qualificazione nel campo che sovente si esprimono.

E' per tale motivo che mi sento quasi inibito dal porre alle vostre evidenze,illustri lettori d'ogni censo e casta ,da tempo divenuti numerosi lettori del Blog "Il Cannocchiale e nel quale sovente trasferisco notizie d'ogni genere, la pubblica figura della dott.ssa Fiorella Falci che ,in modo sintetico,non é bisognevole del retorico mio languido commento.

Non necessita del mio commento, poiché la sua attività nel contesto politico, sociale e culturale della città di Caltanissetta,ha espresso la più alta mostranza della coerenza,della esperienza e dell'onestà.

Una persona che ,durante l'incarico di Vice Sindaco della città di Caltanissetta ,ha assunto e mostrato un solo impegno: quello di non essere stata l'ombra di alcuno,di non essere asservita a quella politica né a questa società che chiude oggi l'uomo in quella morsa che lo induce ad omologarsi ad analoghi comportamenti, che lo rendono non libero a se medesimo,nelle scelte che, in determinati momenti, abbisognano di essere ottimizzate e portate avanti con semplice onestà e come garanzia dei più che non godono,sovente, di condizioni di vita decenti.

Una donna ,dunque libera di pensare che, sfuggendo a tutti i messaggi sublimali che arrivano da ogni dove , quando tutti hanno cercato di schierarsi dal lato del più forte,solo per ragioni di opportunità,lei, la Signora Fiorella Falci ,un politico,un docente,una madre é rimasta ferma sulle sue idee di appartenenza a quel Partito Democratico ,nel quale ha espresso le sue più qualificate doti,non solo dell'antico politico ,ma di sostenitrice dei valori fondanti della società moderna che esige sempre il maggiore impegno da parte ,vieppiù ,di amministratori onesti.

Ella ,nel suo documentato e copioso programma per Caltanissetta,desidera scrivere una pagina,
un futuro nuovo per la nostra città ,ma i programmi,i progetti ,illustri lettori ,d'ogni censo e casta, raggiungono le ottimali soluzioni se ricevono l'unanime consenso di tutti quei cittadini che,nel vincere la barriera politica d'appartenenza, aspirano e condividono, nel contempo, nel sogno della speranza,di costruire il dialogo in quel tavolo, che ella ,la cittadina Fiorella, desidera promuovere, come mezzo per una migliore qualità di vita e di sviluppo della città di Caltanissetta.

Ho detto

Aaronn

é S.re Casales

domenica 31 maggio 2009



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L’ozio e la fortuna

Per la miseria…
Mi sono detto tante volte,
perch’io devo essere il più disposto
a sostegno di chi ,oziando,và per la montagna

a cercare quell’albero
che in tanti chiamano esser della cuccagna .
E’ come regalare la manna
a chi capire non tiene merito,

è come insultare la ventura antica,
quella che un tempo giocava ai dadi coi briganti.
E allora mio caro errabondo,
non guardarti le mani che non conoscono fatica,

Non andare nel buio pesto alla ventura,
non mostrar la moglie come fosse una civetta,
vedi; c’è un tempo per pensare,
c’è un tempo per guardarsi dentro ,

c’è un tempo per decidere,
di che fare dell’inutile viatico
che t’accingi a percorrere solitario se
conoscere non sai il perché sei venuto a questo mondo;

La solitudo non è tristezza d’animo,
né sorella all’ozio,
ma amica della riflessione
che sperar non deve nella bendata dea,

ma rifuggire l’antico vizio.
E perciò prova a trovare la dignità della fatica,
non andare oltre il buco dell’incerto
perchè prima di te è arrivato il tarlo

che non ha mai finito il suo percorso vecchio.
Prova a faticare un giorno vero
e comprendere dovrai,
che ancor di più d’andare a cercar la sorte

sarà reale ricompensa rivedere con riguardo
chi, un di, t’ha porto la robusta mano segnata dal travaglio,
chi t’ha indicato lo sguardo segnato dal patimento,
chi un di, t’ha mostrato il dito nella mente per indicarti la ragione .-

Aaronn

sabato 30 maggio 2009



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Luce di mare

Luce di mare


Se un di decidessi di guardare il mare
I tuoi occhi vivrebbero
la luce della luna, delle stelle, del sole.
Se un di decidessi di pensare con il mare
vivresti le più belle storie di natanti e di briganti.
Se un di decidessi di toccare il mare
Sentiresti la sua energia penetrare nelle membra.
Sentiresti il suo odore ,
avresti le mani empie di quel sale
che dona sapore alla vita,
che contiene l’amalgama della rivoluzione della specie.
Se un di decidessi di stare in mezzo al mare
Saresti soli tu e lui,
a pensare a quel divenire
che costruisce l’uomo fino al finire.
Se un di decidessi di pensare alla sua immensità,
allora capiresti quanto sia capace di donare
tutto ciò che l’uomo nonostante la sua opulenza
Non potrà, giammai, il povero arricchire .-
Aaronn

martedì 19 maggio 2009



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Lavorare salva la memoria
e allontana l'Alzheimer


ROMA
Lavorare salva la memoria, riducendo i rischi che il trascorrere degli anni finisca per rosicchiare i ricordi. Ne sono convinti gli studiosi del prestigioso King’s College di Londra, che servono un bell’assist ai sostenitori, per vari motivi, dell’innalzamento dell’età pensionabile. Ritirarsi più in là dal lavoro, restando saldi alla propria poltrona nonostante l’incalzare degli anni, terrebbe a bada il rischio di ammalarsi di Alzheimer, assicurano gli studiosi sulle pagine dell’International Journal of Geriatric Psychiatry.

Mantenere attivo il cervello, dunque, preserva i circuiti cerebrali dai segni del tempo. La prova arriva dal monitoraggio di ben 1.320 persone con demenza, di cui 382 uomini. Numeri alla mano, i ricercatori londinesi hanno mostrato che chi era andato in pensione più tardi aveva sviluppato la malattia più in là nel tempo rispetto a chi aveva lasciato il lavoro prima per godersi la sospirata pensione.

Secondo gli studiosi, dunque, continuare a lavorare fino a tardi aiuta a mantenere il cervello attivo tanto da ritardare la comparsa di demenza. «La possibilità che la riserva cognitiva di una persona possa essere modificata anche in tarda età - spiega John Powell, uno dei ricercatori impegnati nello studio - sostiene l’idea, un diktat per molti, dell’”usala o la perderai”. Mantenersi attivi nella vita anche quando si è più in là con gli anni - conclude - produce una serie di benefici per la nostra salute, non ultimo quello di ridurre il pericolo di demenza».

giovedì 14 maggio 2009



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L'operatore ecologico di Caltanissetta negli anni andati.







Lo Spazzatore del rione Angeli.



Non fu mai detto ?

Si, si dirà nel tempo di quel tal rione che,

da San Domenico si diparte

fino al limitare la città dei defunti,

là, dove ha fine il casamento

che rifugio dona a chi la fortuna negata avea dalla vita,

al povero, in cerca d’un rifugio,

contento di trovar un lavoro di spazzatore.

Tanto si mormorava dal quartiere viciniore,

per l’umile servigio che la gente portava avanti,

ché, assunto ne avea l’alterigia d’un miglior portamento,

in nome di quel devoto Francesco Santo e Sostenitore .

Angeli, era detto quel rione della povera gente

che stentava di finire la giornata

fatta di lavoro e di speranza,

di tutto quanto era desiderio della mente.

Era proprio gente castigata

che, in quel luogo, con sofferenza abitato,

deciso avea d’ultimar la dimora che

dei padri aveva assunto ogni statura.

Oggi ,che tanti anni sono trascorsi,

ricordo quella gente dall’antica portatura,

quasi a rivederne quello sperduto sguardo per superare la fatica,

sulla curvata schiena, dall’umile gravame.

Il ricordo , mi torna nella mente,

l’attimo di quel dovere mi ricorda la fatica ,

l’afflitto sguardo ,la consunta veste,

mentre tutto esigeva dignità di quella intristita plebe.

Dignità che oggi riprende il possesso in tal protagonista dallo sguardo antico,

che il progresso ha vestito a nuovo di tutto punto,

che orgoglioso mostrarsi vuole come soggetto di quel riscatto

che il tempo consente a chi il lavoro esercita con rispetto.





Aaronn



é

S. Casales