Non son Solone che tuona sentenze.

lunedì 26 giugno 2017

Notiziario del compasso: " L'autentico ruolo della massoneria del G.O.I chiarito con un distinguo dal Proc. Antimafia Dott. Franco Roberti."

Massoneria del Grande Oriente d'Italia


Bisi (Goi), parole Roberti sono per noi speranza


  (ANSA) - ROMA, 26 GIU - "Quando si analizzano le cose con
grande equilibrio, senso del dovere e facendo i necessari
distinguo, allora si può ben dire che si è sulla strada giusta
per capire il vero e prezioso ruolo della Massoneria all'interno
della Società. Le parole del procuratore nazionale Antimafia,
dottor Franco Roberti, che nell'intervista su Skytg24 alla
giornalista Maria Latella, ha opportunamente fatto chiarezza
separando la Libera Muratoria ufficiale e regolare, di cui il
Grande Oriente d'Italia rappresenta da oltre 200 anni la più
antica Obbedienza nel Paese, da quella occulta e deviata legata
a commistioni con la criminalità, sono importanti e
costituiscono per noi massoni una salvaguardia ed una speranza".
Lo afferma il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia (Goi),
Stefano Bisi, commentando le parole del procuratore Roberti ieri
a Sky.  "Spesso nell'ambito di inchieste giudiziarie e di
notizie pubblicate dai media - afferma Bisi - si parla
genericamente di Massoneria, facendo di tutta l'erba un fascio,
con conseguenze negative per l'onorabilità dei fratelli che
fanno parte del Grande Oriente d'Italia. Speriamo che anche
altri soggetti comprendano la complessità del fenomeno
Massoneria, dove non esiste un copyright, e che la nostra
Comunione  venga tutelata e preservata da arbitrarie e lesive
generalizzazioni. Noi ribadiamo con forza la nostra trasparenza,
e l'alto ruolo iniziatico della nostra missione che ci vede
portatori di principi e valori sani che elevando l'Uomo
combattono le mafie".

Fonte :(ANSA).
VR-COM
26-GIU-17 15:38 

domenica 25 giugno 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO :" In 300 anni una fiaccola della libertà mai spenta".


Ecco il testo dell’allocuzione del 24 giugno 2017del
Gran Maestro Stefano Bisi

Benvenuti carissimi Fratelli, gentili signore, amici che siete arrivati al Vascello anche da molto lontano. Grazie di essere qui con noi per condividere questo compleanno. Ci siamo dimenticati le candeline. Rimediamo con gli accendini o con i telefonini.  Accediamoli tutti insieme.  Accendiamo la grande fiamma della libertà e della solidarietà. 

Ci siamo fatti un regalo Ma ci siamo fatti dei regalo: abbiamo messo a posto il pianterreno del Vascello, che vi invito a visitare. Abbiamo anche riportato alla luce un fondo, il cosiddetto Fondo Lattanzi, che è rappresentato da tante opere uniche di valore massonico. Lo porteremo dal sottoscala e lo faremo salire per mostrarlo a tutti. Per mostrare questo grande grande patrimonio che fu acquistato trenta anni fa dal Gran Maestro Armandino Corona.  E poi ci siamo fatti anche un altro regalo oggi: anche questo un dono molto atteso. Ce l’abbiamo fatta .

 Sono i fascicoli che ci vennero sequestrati nel 1992 da pubblico ministero Agostino Cordova. Sono qui. Questi sono il frutto della libertà, di noi,  alfieri della libertà. Nel  1992 qui vennero a sequestrare queste carte, come pure effettuarono sequestri nelle case dei nostri fratelli in giro per l’Italia. Nottetempo  vennero svegliati dalle forze dell’ordine. Qualche giorno fa mi ha detto un vecchio fratello “il tempo è galantuomo”. Non è vero. Il tempo non è galantuomo o quanto meno non è galantuomo per tutti. 

Alcuni di quei fratelli che quella notte vennero svegliati dalle forze dell’ordine sono passati all’Oriente Eterno e non avranno la soddisfazione di riprendersi i documenti che erano loro e che vennero ingiustamente sequestrati da quel pubblico ministero. E alla fine,  quell’inchiesta, ricordiamo ancora, era il 3 luglio del 2000 finì con un’archiviazione. Ci siamo fatti quindi questo regalo e oggi più che mai brilla la fiaccola della Libertà, noi la teniamo sempre accesa, anche in questo periodo in cui ci sono assalti,  da parte dei nuovi barbari oppositori del libero pensiero, beceri e pericolosi populisti,  falsi democratici, doppio-garantisti, e ci attaccano coloro che chinano le teste e le loro coscienze cercando di costruire dei mostri che non esistono. Questi uomini e donne che pensano di colpirci guardano con le false lenti del pregiudizio ed agiscono in modo ipocrita e violentemente discriminatorio nei confronti di una Comunione che difende da sempre, dalla sua nascita, i valori fondamentali dell’uomo la  Tolleranza, la Solidarietà, la Fratellanza, l’Uguaglianza. Ma i nostri labari garriscono al  vento. Durante gli interventi guardavo il labaro che da oggi è sul tetto del Vascello. Guardavo con commozione ed emozione anche questo labaro, antico, intriso delle lacrime dei nostri fratelli che sono di gioia e di dolore.  Perché in questi secoli ne abbiamo passate di tutti i colori. Ma noi ci siamo, ci siamo ancora con il nostro labaro e con il nostro nome che non è cambiato. Noi ci chiamiamo sempre Grande Oriente d’Italia. Altri  che vogliono colpirci hanno dovuto cambiare nome, cognome, dna per dimostrarci chi sono, per poter esserci. Noi ci siamo anche perché siamo stati capaci in questi secoli anche di fare autocritica quando abbiamo sbagliato, bisognerebbe che anche altri capissero che è necessario fare autocritica. E noi oggi siamo qui, insieme a tanti fratelli venuti da lontano, a tanti amici, che liberi muratori non sono,  siamo qui  per ricordare le nostre forti radici, le nostre solide radici che ci hanno permesso nel tempo di dar vita a rivoluzioni hanno travolto regimi illiberali, aiutando e favorendo il progresso tecnologico e cercando sempre ed ovunque di elevare l’Uomo e migliorare l’Umanita’.

Ma qualcosa negli ultimi tempi sta accadendo in Italia che non ci piace,  perché l’abbiamo già visto, letto sui libri e lo abbiamo appreso da testimoni, che hanno vissuto momenti terribili. C’è qualcuno, anzi più di uno che, nascondendosi dietro la facile bandiera dell’Antimafia ed argomentando assurdi accostamenti e teoremi, vuole servirsi della Libera Muratoria come capro espiatorio dei problemi del mondo.

Prima hanno mandato tredici finanzieri a in questa sala, il primo marzo, quel labaro nell’angolo ci sosteneva, ci confortava. Era la nostra storia che ci confortava. Hanno violato, secondo noi, la legge. Adesso c’è chi pensa di andare oltre, che si è messo in testa l’ambizione di marchiare i liberi muratori e di ripetere le “gesta” di un “gentiluomo” che si chiamava Benito Mussolini. Ma lo dico oggi, nella festa di compleanno della Massoneria, e senza giri di parole, lo dico in in modo diretto. Noi liberi muratori siamo buoni, i liberi muratori sono buoni. Amano anche la loro patria, amano i diritti che questa patria concede. E reagiremo e stiamo reagendo con la legge in mano per difendere il libero associazionismo. Noi siamo alfieri delle libertà. 
Noi siamo alfieri delle libertà di tutti i cittadini. A chi sta a cuore la libertà di tutti ricordo che quando si comincia a perseguitare la Libera Muratoria suona un campanello d’allarme. Lo capì Antonio Gramsci nell’unico intervento che fece alla Camera, quando intervenne per difendere la Massoneria, lui che non era massone, per difenderla da una legge che stava per essere approvata. Una legge che venne approvata. Ed ebbe ragione. Di lì a poco morì la libertà di tutti. E a chi oggi presenta proposte di legge liberticide consiglio, se mi è permesso di dare un consiglio, di rileggersi la Costituzione della Repubblica italiana, in particolare gli articoli 2 e 18. Di quella costituzione che è il testamento spirituale di centomila morti, come disse Piero Calamandrei. Il 4 novembre siamo andati alle urne per votare si e votare no. 
Non mi ha appassionato quel dibattito. Sarebbe stata invece quella l’occasione per riflettere sulla Costituzione, per adattarla ai tempi che cambiano e allora dico a chi ha scritto quelle proposte di legge.  Se oggi hanno la libertà di dire, di scrivere, lo si deve a tanti che hanno combattuto per la libertà, perché questa nostra  nazione chiamata Italia fosse una, che ci fosse un parlamento che rispettasse il principio della divisione dei poteri.
Per un verso i liberi muratori del Grande Oriente d’Italia si sarebbero aspettati  di essere considerati, per quanto abbiamo fatto per questa  patria, in occasione del  Risorgimento ma anche durante la  ricostruzione, e la nascita della Repubblica. Un nostro fratello Meuccio Ruini contribuì a scrivere la Costituzione e un altro fratello  Paolo Paschetto, valdese di Torre Pellice, disegnò addirittura l’emblema della Repubblica italiana. E noi oggi dobbiamo difenderci  dagli attacchi di è chiamato a rappresentare la Repubblica italiana. E’ questa l’aberrazione. E’ questo il contro senso.
Com’è possibile che ci siano uomini che si divertono a giocare con il cuore e l’anima di migliaia di altri uomini, siamo 23 mila. Questa è una strada senza via d’uscita. E chi ha un odore stantio, questo si di democrazie illiberali, questo è l’odore stantio. L’odore stantio di pensieri fritti e rifritti. Non è l’odore stantio della Libera Muratoria. La Libera Muratoria profuma, profuma  di libertà, di tolleranza, di uguaglianza, di solidarietà. E noi non ci stiamo a essere in difesa, arroccati. Chi ha la passione del calcio come me, ricorderà un vecchio allenatore, Nereo Rocco, che quando allenava squadre piccole, deboli, si arroccava in difesa, faceva il catenaccio e quando poi quando ha avuto squadre importanti è andato anche all’attacco. A noi non piace il catenaccio.  Noi ci piace un altro metodo, quello ad esempio di  Arrigo Sacchi: la ripartenza. Noi da questo evento, da questo fatto del primo marzo, da questo furto di libertà ai danni del Grande Oriente d’Italia, noi ripartiamo, ci rilanciamo. I fratelli sono più uniti, più attivi , più coesi. Noi, cara la nostra Italia, siamo cittadini del mondo ma non di un mondo di cimeli, di oggetti del passato da esibire. I nostri simboli e gli strumenti che usiamo non hanno perso il loro immenso valore costruttivo e spirituale. I ponti e le opere che abbiamo fatto non cadono. Sono indistruttibili. Vorrebbero metterci in una trappola. Pensano che noi vestiti un po’ alla garibaldina con i nostri labari, i nostri grembiuli, pensano che  saremo spazzati via dalla corrente, dal conformismo, magari esausti e divisi. Non sarà così. Chi vuole questo, si deve mettere il cuore in pace. La Libera Muratoria ci sarà ancora. Le nostre colonne sono forti. Sono solide. Ci sono fratelli straordinari che ogni sera partecipano alle tornate rituali nelle 850 logge di tutta Italia. Ce ne sono alcuni che voglio ricordare. Ce n’è uno che alcuni di voi hanno visto all’inizio di questa festa di compleanno. Si chiama Mario Sacconi  ed è arrivato con la sua carrozzella, accompagnato da un fratello. Mario Sacconi ha 91 anni . 

 E’ stato l’ultimo copritore di Palazzo Giustiniani. E’ stato qui, è tornato nella sua casa, a trovarci, per prendere e dare energia a tutti noi, ai fratelli più giovani, che devono sapere che tra le colonne ci sono ancora fratelli come Mario, o come Franco Basile che ho incontrato a Taranto qualche giorno fa a una tornata della sua loggia.  Franco ha 95 anni, è stato iniziato il 29 maggio del ’47. Io non ero nato. Franco Basile ogni settimana partecipa ai lavori della sua loggia e alla fine della tornata prende il registro e chiama tutti i fratelli assenti e li rimprovera, chiedendo loro perché hanno fatto corta.  Quando ci siamo salutati mi ha donato una lettera e una sua foto. “Portale con te -mi ha detto -Ti porteranno fortuna”. Io le porterò con me. Sono emozioni. 
Sono forti emozioni che solo la Libera Muratoria sa dare. Come quando l’altro giorno a Bucarest, durante la Conferenza mondiale dei Gran Maestri, quando ho salutato il Gran Maestro della Gran Loggia del Rio Grande do Sur e mi sono presentato,  e lo ho visto fare un balzo, ho pensato di aver fatto un errore, una gaffe. No, lui era sorpreso e mi ha detto che nella sua loggia c’erano ben quattro fratelli che si chiamano Bisi, con i quali poi mi sono sentito. Uno dei quattro mi ha raccontato di essere nato lì da genitori italiani, i nonni erano venuti da Mantova. E ho pensato allo ius soli. E ho pensato a quei bambini che nascono qui, che parlano italiano molto meglio di me, ma hanno un colore diverso dal mio nella pelle, sono italiani o no? Sono italiani. Loro sono italiani come noi e non possiamo emarginarli. E poi c’è un altro fratello, è passato all’Oriente Eterno, si chiamava Alberto, viveva nelle montagne del Casentino, in provincia d’Arezzo. I fratelli  piu’ giovani andavano a prenderlo a casa per portarlo in loggia, finche’ le forze lo hanno sorretto. A un certo punto non ce la faceva piu’ ma non voleva perdere l’appuntamento con la tornata di loggia. Allora, il giorno della convocazione, si chiudeva nel salotto di casa, indossava il grembiule e i guanti, da solo, recitava il rituale, faceva il maestro venerabile, l’oratore, il primo sorvegliante, il secondo. Di sicuro non litigava con nessuno, faceva questa  battuta.  Non vogliono capire che noi siamo uomini sensibili. 

Vorrebbero farci fare la fine dell’Albatros della poesia di Baudelaire: il gabbiano, un tempo re del mare, simbolo della libertà che viene catturato e deriso dai marinai perché vecchio e stanco. Ed i marinai di oggi nei  nostri confronti vi sono? Coloro che ci calunniano ia dall’alto del loro scranno? Noi non faremo la figura di quel gabbiano deriso. Noi non ci stiamo a farci mettere in un angolo. Goethe fratello nostro scriveva che in principio era l’Azione. Voltaire, altro fratello nostro, scriveva che “non c’è un male da cui non nasca un bene”.  La verità è che, quella notte del primo marzo, che finì alle 6,30 del 2 marzo, ci ha aiutato a capire meglio chi siamo, chi vogliamo essere, che siamo noi il frutto di un albero antico, siamo guardiani della libertà, alfieri delle libertà. Di quella libertà che alcuni nostri fratelli pagarono con la vita come Giovanni Becciolini, ucciso a Firenze dagli squadristi che volevano prendere gli elenchi dei massoni fiorentini  e che lui custodiva come segretario della loggia. O come Achille Ballori, che era stato eletto Gran Maestro, ucciso da uno squilibrato che pensava che tutti i suoi guai dereivassero dalla Massoneria. O come Placido Martini che venne trucidato alle Fosse Ardeatine. Tre nomi, ma ne potrei ricordare tanti altri, per esempio Lando Conti, sindaco di Firenze, morto in un agguato delle Br. Un omicidio preceduto da una campagna denigratoria nei suoi confronti. Ecco noi siamo pronti a vigilare e a batterci per una nuova stagione di diritti , il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, alla libertà. 

Quella libertà che amava un vecchio garante della Privacy, Stefano Rodotà, morto proprio ieri. Voglio ricordarlo. Ma voglio ricordarlo soprattutto a coloro che ci attaccano, a proposito di questa invocata trasparenza. Sapete cosa diceva Stefano Rodotà? La trasparenza assoluta è tipica dei regimi totalitari. E chi i oppone all’invasione dello stato nell’intimo di una persona viene immediatamente collocato nella categoria dei sospettati.  Mi sono sgolato l’altra sera a Lamezia Terme al Festival Trame, dove,  devo dire un gruppo di giovani coraggiosi di quella città mi ha invitato per parlare della Libera Muratoria. E’ stato un dibattito acceso, schietto. Speriamo di aver seminato il seme del dialogo. E noi vogliamo essere in prima fila per diffondere la cultura, per stare attenti  alla scuola, ai bisogni degli studenti e a questo proposito “in bocca al lupo” a tutti i ragazzi che affrontano la maturità proprio in questi giorni. In particolare agli studenti delle zone terremotate. Pensate che cosa vuol dire vedere tremare il tavolo su cui si sta studiando. E poi, chi va male, può star tranquillo. Vi do una notizia.  L’esame di quest’anno potrebbe essere annullato. E sapete perché? In una traccia del tema di italiano c’era da riflettere su una poesia di un certo Caproni. Caproni era un poeta livornese e sapete il suo peccato, quello che potrebbe portare all’annullamento della maturità?

Era di una famiglia di massoni. E quindi ci sarà sicuramente qualche parlamentare che se ha un po’ studiato presenterà un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, pensando che anche lì c’era la mano di un massone che ha tirato la traccia su un suo quasi confratello. Ma noi non ci spaventiamo, noi continuiamo a seminare. Lo diceva un uomo illuminato, il cardinale Carlo Maria Martini: “Educare è come  seminare: il frutto non eè garantito ed immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto”. E noi continuiamo a seminare perché vengano garantiti i diritti previsti nella Costituzione della Repubblica Italiana, che è una e indivisibile. 

Non c’è  un’Italia del Nord, del Centro, del Sud. C’è un’Italia  una e una sola, solidale, con cittadini che si aiutano. Perché è previsto nell’articolo 2 della Costituzione che parla dei doveri inderogabili della solidarietà economica, politica e sociale. E lo dico proprio in questa occasione, in questi giorni in cui emergono carebze nella ricostruzione delle città terremotate. Sono accanto ai sindaci. Oggi davanti a noi c’è uno dei sindaci più valorosi, che si fa più rispettare in questa fase perché vuole aiutare i propri cittadini, Stanno combattendo con difficoltà di ogni genere, non hanno strutture, non hanno risorse e i cittadini vogliono le case, i campi sportivi, le scuole ricostruite. Noi nel nostro piccolo le popolazioni terremotate non le  abbiamo dimenticate. Il buffet che fra poco spero apprezzerete e’ stato allestito con i prodotti tipici di Norcia, è un buffet solidale  proprio per dare un segnale di un ulteriore segnale di vicinanza.

Da Gran Maestro elettricista, vivo con trepidazione e ansia l’arrivo delle luci che illumineranno il campo sportivo di Norcia. Vivo  con la stessa ansia e trepidazione dei ragazzini che vogliono giocare nel loro campo sportivo e vogliono giocare di giorno e di notte.  E di notte quando negli inverni di quelle zone fa buio presto vogliono andare nel campo. Li abbiamo conosciuti alla Gran Loggia di Rimini, hanno diritto ad avere le luci per illuminare il loro campo sportivo. E io voglio essere insieme a loro il giorno in cui accenderemo la luce. Noi dobbiamo essere insieme a questi ragazzi, ai dirigenti della società sportiva,  sono  educatori dei ragazzini Norcia. 
Noi vogliamo essere ancora vicini  anche ai nostri fratelli. I massoni sono temprati da innumerevoli prove che li portano a levigare senza sosta la loro pietra. Sappiamo da 300 anni come ci si muove sul pavimento a scacchi e nella vita di tutti i giorni. E forse è questo il vero segreto massonico, il segreto della fratellanza universale. Noi dobbiamo continuare a sognare. Perché un sogno diventa realtà se lo facciamo tutti insieme. Festeggiamo con gioia il nostro compleanno. Non ci sono le candeline, accendiamola questa fiamma di libertà, ci porterà fortuna. Noi siamo antichi, veniamo da lontano, ma siamo giovani nell’anima, come i ragazzi che vanno  ai concerti. Noi siamo alfieri della  libertà e lo saremo per sempre fino all’ultimo dei nostri giorni e dall’Oriente eterno sappiamo che in questa battaglia abbiamo al fianco tanti fratelli valorosi che ci hanno preceduto nel nostro interminabile viaggio. Viva il Grande Oriente d’Italia, viva la Libera Muratoria universale. Viva tutti noi, viva questo nostro amato paese, questa nostra amata patria.

Fonte:  http://www.grandeoriente.it/sabato-al-vascello-celebrare-300-anni-della-massoneria-moderna/

Plotino ; la via iniziatica nel silenzio.

Sottoscrivi con BloglinesPlotino Enneadi I,6,VIII 

  La  voce dell’antico e sacro cantore che vide in sé stesso la genesi e il dispiegarsi del cosmo, il suo Ordine e il ritorno di esso nella Sorgente immanifesta della creazione ci giunge attraverso i secoli trasmessa dalla bocca all’orecchio di  noi, iniziati ai misteri della Conoscenza Suprema. Questa voce non rinvia ad un tempo e a uno spazio del passato ma a Colui che è oltre il tempo e lo spazio. Rinvia a Colui che, adesso e ora, è presente a sé stesso, rinvia a Colui che é. Ragion per cui, per quanto antica, questa voce esprime una Eterna Novità immanente la creazione. Sintonizzarsi con la Tradizione iniziatica significa abbeverarsi alla sorgente inesauribile dello Spirito che sempre sgorga. Quell’Acqua di vita è la linfa vitale che dal Padre fluisce nell’Albero Cosmico della manifestazione e poi, al Padre, fà ritorno nel ritmo incessante dell’Amore o Respiro Cosmico.  Il Sé conosce il Sé e si Ama. “Può l’Amore volere o desiderare l’Amore se è esso stesso Amore? (Raphael)”.

Generazioni di Veggenti di ogni luogo, di ogni tempo di ogni razza e fede cantano in coro l’unitarietà di tutto ciò che esiste e, nel contempo, cantano le lodi del Padre, dell’Acosmico Signore, le lodi dell’Abisso inperscrutabile della divinità in sé. Le lodi del Silenzio metafisico.

Generazioni di veggenti cantano che l’ente uomo è incastonato nel cosmo. Il microcosmo è identico al macrocosmo quel che c’è là c’è anche qui, quel che non c’è qui non lo si trova da nessuna parte. Conoscere sé stessi quindi è conoscere il macrocosmo.  Essendo la Radice di noi stessi … identica a quella del macrocosmo ed essendo Quella Radice immutabile, indivisibile, realizzare la Radice di noi stessi è realizzare la Radice del cosmo.

 “Certo è inconoscibile la natura di colui al quale appartengono tutte le grandezze …. ma se - nella sua sovrabbondante dolcezza – desidera darne conoscenza affinché lo si conosca, egli può. (Trattato Tripartito)”.

 La via iniziatica quindi è via di ritorno alla Sorgente, è via di risalita. Del respiro del Padre che percorre l’Albero della Vita è il flusso ispiratorio, il flusso che dal molteplice va all’Unità Principiale, laddove il flusso espiratorio va dall’Unità Principiale al molteplice. La prima è via di soluzione delle forme e dei nomi, via di astrazione da tutte le sfere di esistenza. La seconda è via di coagulazione dei nomi e delle forme, via di manifestazione dei piani esistenziali.

Percorrere la via iniziatica, quindi, significa risalire, in noi stessi, gli strati della manifestazione. Conoscere sé stessi è quindi conoscere la manifestazione nella sua interezza per immergersi nella propria reale natura … che trascende e misteriosamente è immanente la creazione.
 Il punto di partenza è quindi una domanda : “chi sono io?”.

. Fermati e raccogli la tua attenzione, fai una pausa in quel che stai facendo e chiediti “chi sono io?” … bada però di non dare una risposta. Attendi la risposta in silenzio … attendi la risposta della parte più nascosta e radicale di te stesso, ricorda:  “fra conoscere intellettualmente un concetto e realizzalo invero nella coscienza c’è un’abisso, un incommensurabile abisso … senza sostegni (Raphael)”.

 La nostra Reale natura è la Costante che sostiene lo spettacolo sempre cangiante dei mondi. Sullo schermo immutabile della pura Coscienza le ere si susseguono, nel loro incessante fluire e rifluire. Occorre quindi discriminare fra ciò che sempre è, e per ciò stesso è Reale, e ciò che ha un inizio, una durata e una fine e, per ciò stesso, è irreale. Dire che un dato è irreale non significa dire che è un non esistente, come il figlio di una donna sterile o le corna di una lepre, ma solo che è transeunte, è un istante di sogno nell’eternità.

 Una via iniziatica non è per i più. I più sono assetati di mistero, di poteri materiali o psichici; sono bisognosi di adattabilità con la vita profana, hanno necessità di conforto psicologico e di commiserazione. I più amano perpetuare la propria incompiutezza, amano accentuare i valori mondani o celesti e “suonare le trombe”  nelle piazze. I veri Filosofi dell’Arte non amano le piazze e i circoli salottieri, essi non sono rumorosi perché sono profondamente meditativi, perché non possono disperdere le proprie energie: chi sta tentando di “morire da vivo” non può permettersi distrazioni, commiserazioni e l’ascolto di sciocchezze e bagattelle. Ogni ente deve saper trovare il suo giusto posto, deve saper adempiere il suo dharma  (Raphael Triplice via del Fuoco I,24)

Fonte:

Enneade I, 6 (Sulla Bellezza) di Plotino


sabato 24 giugno 2017

Notiziario del compasso: l'Italia,una cultura relativista? laica ?



Perche' l'uomo d'oggi parla di piu' di un tempo andato di cultura ralativista ? Di laicismo ? Di tutto quanto lo pervade e lo inserisce in un buio di incertezze?

A buon ragione credo che L'uomo d'oggi, non è proprio il diretto responsabile ,in una società ,L'italica, dove si antepone il bello al brutto,il bene al male, il giusto all'ingiusto,il valore dell'uomo e la sua naturale identità fisiologica a quella dell'altro che da una diversità ne vuol trarre motivo per accentrare a se il vizio, l'intolleranza, la leggittimazione di uno stato sociale, che,per esser assunto a tale ,abbisogna  e non solo,adeguarsi nel rispetto delle leggi di esso in cui risiede ,ma alle quelle  di Dio ,del rispetto dell'uomo verso l'uomo.

Per essere meglio inteso accenno ad un non recente discorso di Papa Benedetto xvi° nel quale,venne detto dell' Uomo d'oggi, dell'uomo che ,piu' di ieri, sembra aver perduto il vicolo che lo conduce alla strada maestra ; " Profondamente bisognoso di partecipare  a quella cultura che predomina in occidente ,universale ed autosufficiente,che genera un nuovo costume di vita.Un nuovo illuminismo,un nuovo laicismo,una nuova libertà sperimentale ed anche calcolabile, che vorrebbe assurgere  a valore fondamentale avverso  la quale tutti dovrebbero sottostare.
Così Dio ne rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica e la fede in lui diventa piu' difficile  perchè  oggi noi vediamo  nell'uomo ,l'essere capace di far tutto da se. Così diventando un prodotto della natura viene assimilato ad un animale."  In forma breve queste
frasi sono di Papa
Joseph Ratzinger.
Ma anch'io condivido lo  stato di perpressità che oggi pervade l'uomo;
Perchè si allontana vieppiù da Dio, dal Cristianesimo,si allontana,dal concetto famiglia,dal rispetto avverso il prossimo,a vantaggio di un arrichimento proprio, si libera degli orpelli secolari per mutare una morale che oggi lo vede precipitare in un indifferentismo che egli definisce laicismo ed in relativismo che conseguentemente rappresenta il vuoto ed il dubbio che  pervadono la sua mente.

Per risalire la china ,non servono alchimie,ma un interesse verso l'uomo da parte dello stato e della Chiesa, con l'interesse di ciascuno per i compiti  che morale, fede, ed educazione assegnano,ma soprattutto  diffondendo la cultura della fraternirà, dell'amore ,della tolleranza ,principi ,questi che se diffusi con il cuore e distribuiticon gratuità senza che alcuno indossi le penne del pavone cambiano gli uomini e gli stati.-

Aaronn
è Salvatore Casales

Notiziario del compasso: come si diventa fratelli massoni.

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La fratellanza

E' recente l'interrogazione che ricevo da alcuni fratelli apprendisti. Come si diventa massoni e poi fratelli, senza una comune mescolanza sanguinea? Sembra strano, ma quando si diviene iniziati massoni, cioè quando l'uomo normale di tutti i giorni passa dallo stato della profanità iniziatica per ascendere allo stato d’iniziato, gli aderenti si chiamano subito fra loro fratelli. Si chiamano fratelli e si dicono essere liberi muratori, perché libera é stata la loro scelta dai condizionamenti del mondo profano e liberi sono di unirsi a una catena d'iniziati che si prefigge la costruzione dell'Uomo, nell'ambito di un suo miglioramento. Dopo i primi approcci confidenziali e d'amicizia, si comincia a darsi del tu, ci s'incontra nelle riunioni di loggia con il solito e manifesto afflato, ma sembra che qualcosa non si é concretizzata del tutto; Cosa c'é che non fa esplodere quel flash di amore fraterno? E' un modus, quello che si manifesta scevro d'intimo sentire? O devono ,invece verificarsi una serie di eventi per sentirsi reciprocamente fratelli? Illustri lettori d'ogni censo, la fratellanza nei massoni non ha la specifica e istantanea confluenza d'intendi intimistici,come quando si é fratelli divenuti tali per fatto di consanguineità. La Fratellanza fra i massoni si raggiunge con la pazienza. Pazienza nel limare, pazienza nel lasciarsi limare e pazienza nei dissapori che non riguardano valori fondamentali, osservanza certa di un rispetto reciproco che, nella continuità, deve creare certezze. Si raggiunge la fratellanza e si diventa, nello stesso tempo, massoni, dopo anni di adattamento e con delicatezza reciproca, perché nei nostri interventi, come da recente declama il Gran Maestro Stefano Bisi, si parla uno per volta senza per nulla cedere a quell'azione della sopraffazione, tanto in uso nelle manifeste riunioni di carattere sociale. Per ciò che, dunque, non é consentito ai fratelli di alzarsi dal proprio scanno senza che ciò è consentito, ma sopra ogni cosa, nel giuramento dell'iniziato una clausola vincolante impone, che da quell'istante, deve essere nella naturalità, il rispetto reciproco tra fratelli nel tutelare la dignità vicendevole. Cosa non di poco conto se un approccio iniziatico non raggiungesse l'essenza prima che deve nascere e morire con l'amore pieno e reciproco che deve correre tra fratelli inseriti nell'ambiente di una comunità d'iniziati. E' pure una verità quando si asserisce che socievoli si nasce, mentre fratelli si diventa. La fratellanza pertanto, è l’atto del costruire, leggermente affine a quella elevazione stessa che si esige all'iniziato durante il suo processo di crescita e di modellamento interiore che é necessario, ma rimane comunque un lavoro che va creato giorno per giorno, con pazienza e umiltà, con amore e delicatezza, con costanza e intelligenza tenendo presente che si tratta di una delle imprese più lunghe, più complesse e più sottili che il nostro cuore e la nostra mente possa realizzare. “ Un Massone è tale se è fratello all’altro “ Aaronn

martedì 20 giugno 2017

Notiziario di una repubblica dipendente da un' Europa tanto sofferta dagli italiani

Sottoscrivi con Bloglines Presidente Gentiloni:
Perché il Governo di maggioranza PD vuole assolutamente lo Ius Soli? Non vi interessano i 7 milioni di poveri italiani? Gli Italiani terremotati? Il Debito Pubblico record? Le aziende che falliscono? I cavalcavia che crollano? L'usura di stato chiamato fisco? I milioni di disoccupati? I giovani italiani che per farsi un futuro devono lasciare l'Italia? L'impunità dei delinquenti che non fanno neanche un minuto di carcere? Gli Italiani sfrattati che dormono in mezzo la strada? Gli italiani disabili senza assistenza? Ospedali e punti di emergenza che chiudono per fare cassa? Gli esami diagnostici preventivi e molto altre prestazioni mediche diventate a pagamento? Gli anziani che devono vivere con 400€ al mese? Al Governo interessa solo lo IUS SOLI. Un affare economico colossale e una fonte di voti che sostituirà gli Italiani pensanti. Noi non ci arrenderemo........protestare è un diritto oppure questo governo ha solo la sigla di democratico?