Non son Solone che tuona sentenze.

mercoledì 30 agosto 2017

La cultura negazionista della politica italiana contro la massoneria
( Per una risma di politici la massoneria é società segreta. e i loro,invece, agiscono alla luce della luna."?

Città di Castello, il consiglio comunale respinge la mozione sulla dichiarazione di appartenenza alle società segrete
Città di Castello, il consiglio comunale respinge la mozione sulla dichiarazione di appartenenza alle società segrete
Respinta con 6 voti favorevoli (Castello Cambia, Tiferno Insieme, Fratelli d’Italia, La Sinistra), 2 astenuti (Lega Nord e Movimento Cinque Stelle) e i 13 contrari la mozione presentata dal gruppo consiliare “Castello Cambia”, nel consiglio comunale di lunedì 28 agosto “che il sindaco, i consiglieri comunali, i presidenti, gli amministratori e i componenti gli organi di controllo di società pubbliche, società a partecipazione pubblica, enti di diritto privato in controllo pubblico, dichiarino la loro eventuale appartenenza a società segrete o riservate, nonché a logge di qualsivoglia corrente della massoneria locale, regionale, nazionale e internazionale”. Nel documento, Bucci e Arcaleni, precisano di “ritenere moralmente ed istituzionalmente in contrasto il governo e l’amministrazione della cosa pubblica con l’appartenenza ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialita’ delle pubbliche istituzioni, nel rispetto delle leggi, dell’articolo 18 della Costituzione Italiana, della legge 25 gennaio 1982, del decreto legislativo 14 marzo 2013 numero 33, della determinazione numero 8 del 2015 dell’Anac e in coerenza con lo statuto del comune di Città di Castello”. Leggendo l’articolo della norma che vieta le associazioni segrete, il consigliere di Castello Cambia Emanuela Arcaleni le ha definite in contrasto con la legge come quelle che prevedono un vincolo e una riservatezza. “Lo statuto di questo comunale, all’articolo 34, lo ribadisce, ne chiediamo il rispetto integrale. Non abbiamo niente contro queste associazioni, neanche contro la massoneria ma vogliamo che sia dichiarata e resa pubblica l’appartenenza”. Vincenzo Tofanelli, presidente del Consiglio comunale, ha dichiarato che “tutti gli assessori e i consiglieri, meno due, hanno depositato la dichiarazione”. “I dati associativi nel Codice della privacy sono sensibili e sottoposti a tutela” ha spiegato il segretario comunale Bruno Decenti “Noi abbiamo preso a riferimento altri enti: abbiamo chiesto al Garante un parere e sospeso la pubblicazione. L’esperienza di Firenze ci dice che sia proporzionato esporre la propria appartenenza perché chi esercita una funzione pubblica suscettibile di un controllo dell’elettorato. Aspettiamo il parere per non esporre l’ente ad una sanzione anche pesante. La proposta è di pubblicare i dati solo di chi lo richieda”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, partendo dalla privacy, ha detto che “prevedeva tre campi, opinioni, stato di salute, orientamenti sessuale. Oggi è superata. L’opinione politica non è un dato sensibile in consiglio comunale. La legge Severino ha spinto verso situazioni folli: sono perseguiti dal punto di vista penale i traffici di influenze. La Camera delle corporazioni ha trovato un’ appendice nel Cnel ma soprattutto negli assetti parlamentari, dove venivano elette quote dalla Cia o da Coldiretti. L’appartenenza alla Massoneria è stata associata ad alcune ideologie, piduismo e golpismo di destra. Ma Giuseppe Garibaldi era massone e anche alcuni dei Savoia, Mazzini lo era. La trasparenza è importante ma oggi la gestione della Sogepu cambierà se verrà sancito che i suoi rappresentanti fanno parte di una loggia massonica? Facciamo attenzione affinché un modello che è costato quattrini, l’organismo di Vigilanza sia non solo un esimente giuridico. Dobbiamo vigilare che i protocolli di questo modello siano rispettati. Altrimenti andiamo verso lo Stato etico: sbagliamo se pensiamo che la massoneria e l’Opus abbiano natura diversa, che i clubs di servizio non mettano in relazione i propri membri. Bene la trasparenza ma stiamo attenti: le mani sulla città, ammesso che ci siano, sono figli di un trasversalismo che nulla hanno a che fare con l’appartenenza. D’accordo con l’ipotesi prospettata dal segretario”. Giovanni Procelli, consigliere della Sinistra, ha detto “sono usciti elenchi delle associazioni segrete ma che cosa è accaduto ai suoi membri? La massoneria è stata implicata su tanti scandali ma non ha legami con quella di Garibaldi. Sarebbe come paragonare Gesù e la Chiesa, la rivoluzione d’Ottobre e il socialismo reale. Auguro che nessuno iscritto alla massoneria possa far parte del Parlamento”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha ribadito i contenuti della mozione mentre Luciano Tavernelli, consigliere del Pd, ha richiamato l’invito del sindaco “a dichiarare l’appartenenza, scontata a tutti i livelli, perché già prevista dalla Legge Anselmi. Non abbiamo niente in contrario alla trasparenza e il PD lo prevede nel codice etico. I consiglieri hanno proceduto e gli atti sono a disposizione. Si sta chiedendo qualcosa che già esiste. Alla massoneria potremmo iscriverci tutti, stante i principi, ma sono le associazioni segrete deviate il problema”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha sottolineato “un fatto politico: il sindaco era partito in quarta ed è stato fermato dalle potenziali sanzioni. Dichiarare appartenenze non è dovuto al corpo politico ma ai cittadini. Questa è la direzione della trasparenza. L’orientamento del segretario è positivo. Oggi votiamo un atto di indirizzo. La massoneria fa parte di queste associazioni? La maggioranza ha votato il piano di Sogepu, potrebbe dare l’indicazione di includerla nelle dichiarazioni dei rappresentanti dell’azienda. Il problema della massoneria è la segretezza. Se la mia collega, con cui condivido un percorso politico, avesse un vincolo di segretezza lo vorrei sapere”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha specificato che “il fatto pericoloso è che chi appartiene ad una associazione riservata lo deve dire. Se fossi omosessuale, dichiarare la mia adesione all’Arcigay nel mondo di oggi potremmo portarmi pregiudizio nella politica e nel lavoro. Attenzione alla caccia alle streghe”. Riccardo Marchetti, capogruppo della Lega Nord, ha dichiarato la sua “non appartenenza a logge massoniche. Ma l’opinione pubblica che il cittadino ha della massoneria non è corretta. Chiunque può vedersi in qualsiasi posto e fare affari. Io non sono affiliato ma conosco gente di grande valore e dottrina che lo è. Il senso vero è la ricerca interiore e la lista di chi ha fatto parte di questa nobile istituzione è impressionante. Se poi emerge che dentro un consiglio o una partecipata ci sono persone che si scambiano favori in base ad una comune appartenenza associativa, si vada in Procura”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha ricordato come “io stesso ho richiamato i consiglieri a dichiarare la propria adesione ad associazioni. Nel corso dei mesi si è sviluppato un dibattito anche murale che ha travalicato le mie intenzioni. Non mi è piaciuta la piega che ha preso, con centinaia di manifesti abusivi, ad esempio. Il segretario ci ha richiamato alla normativa sulla privacy e al nostro statuto. La mozione è inutile. Reitero l’invito ad un atto di responsabilità: dichiarare la propria adesione e autorizzarne la pubblicazione. Il nostro dovere è verso i cittadini e va oltre le normative o informalismi. Non sono contro la massoneria ma io non aderisco”. “E’ inutile la mozione o c’è fumus persecutionis verso qualche associazione?” ha detto Emanuela Arcaleni nella replica. “Riconosco i meriti della massoneria in quanto ha contributo alla storia italiana ma allora non dovrebbero esserci problema a votare il documento. Ma nella scorsa legislatura la dichiarazione non è stata fatta, quest’anno ci sono ritardi. Chiedo di estendere la procedura anche ai nominati a qualsiasi titolo dal comune o in organismi riconducibili al comune. Nessuna caccia alle streghe ma un rafforzamento del dettato dello Statuto”. Nelle dichiarazioni di voto, Gaetano Zucchini, capogruppo del PD ha sostenuto che “lo statuto non è lacunoso su questo. La ridondanza della mozione fa sospettare che ci sia la caccia all’incappucciato, alimentando la teoria del sospetto”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia: “Trasparenza non caccia alla streghe”. “Sarà un atto ridondante ma voterò a favore” ha annunciato Lignani “non voglio equivoci. Castello Cambia chiede legalità e poi affigge abusivamente manifesti. Le incompatibilità dei partiti non sono state quasi mai rispettate. L’obiettivo della mozione era mettere nero su bianco le appartenenze delle partecipate”. “Voto positivo anche per Tiferno Insieme”, ha detto Morini “abbiamo un obbligo di trasparenza verso i cittadini perché l’adesione ad associazione segrete porta problemi nell’amministrazione della cosa pubblica. Verso queste appartenenze i cittadini devono essere maggiormente tutelati”. Vittorio Morani, capogruppo del Psi, ha detto “di aver rilasciato tutte le dichiarazioni e il voto per questo sarà contrario”. A margine del dibattito il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Tofanelli ha dichiarato: “Si comunica che sono pervenute all’ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale le dichiarazioni di appartenenza ad associazioni che ogni consigliere deve presentare in base alla norma dello statuto, che, in vigore da molti anni è stata finalmente applicata. Sindaco, assessori e tutti i consiglieri comunali ad eccezione di due, hanno trasmesso le loro dichiarazioni nel rispetto della normativa nazionale sulla Privacy. E’ stato quindi compiuto un atto di trasparenza significativo a tutela della dignità dell’istituzione comunale”.

Fonte:http://www.valtiberinainforma.it/news/citta-di-castello-il-consiglio-comunale-respinge-la-mozione-sulla-dichiarazione-di-appartenenza-alle-societa-segrete-

lunedì 10 luglio 2017

Come é stata tradita l'Italia e i lavoratori italiani, in pensione con 600,€.al mese

video 





Ma quel che é triste osservare é il disinteresse e l'indifferentismo del popolo italiano che dall'anno 2000 d.c. si sono visti inseriti in un progetto d'insieme europeo nel quale spadroneggia solamente la Germania della Merkel.
Si sono visti dimezzare il loro potere di acquisto ,dovuto dalla moneta unica; hanno dovuto subire una perdita della loro sovranità e per ultimo atto i suoi politici saliti al trono del "napoletano" hanno saccheggiato il popolo d'Italia a beneficio di un popolo d’immigrati ( profughi fuggiti dalle guerre) si fa per dire e tutto gira attorno a soggetti che già alzano la cresta per esigere proventi e diritti senza avere lavorato in Italia e per l'Italia.
Gentili lettori d'ogni censo e casta , di fronte a tutto questo stillicidio verso il quale ci ha condotto questa classe politica , come reagire? Come riappropriarci dei nostri diritti di popolo sovrano.
Non so trovare una soluzione, ma menti eccelse ,penso che potranno ; io ahimè povero e apprendista scrittore e diffusore di tante vergogne, non oso dire di più... ho già detto abbastanza ,ma soffro per i giovani che, senza alcuna occupazione, senza alcuna dignità, e con la perdita di tanti diritti… non conosce cos’è “ Amor Patrio”.
Cari cittadini ... cari lettori d'ogni censo e casta ... quanto fu interessante quello stralcio della storia di Francia ... nel quale si narra  della presa della Bastiglia, in quel martedì del martedì 14 luglio 1789 a Parigi.
Un evento storico della Rivoluzione francese che culminò con la cattura della Bastiglia ... e dal quale gli italiani dovremmo riflettere soprattutto per i motivi che spinsero i francesi a tal gesto.

Aaronn

lunedì 26 giugno 2017

Notiziario del compasso: " L'autentico ruolo della massoneria del G.O.I chiarito con un distinguo dal Proc. Antimafia Dott. Franco Roberti."

Massoneria del Grande Oriente d'Italia


Bisi (Goi), parole Roberti sono per noi speranza


  (ANSA) - ROMA, 26 GIU - "Quando si analizzano le cose con
grande equilibrio, senso del dovere e facendo i necessari
distinguo, allora si può ben dire che si è sulla strada giusta
per capire il vero e prezioso ruolo della Massoneria all'interno
della Società. Le parole del procuratore nazionale Antimafia,
dottor Franco Roberti, che nell'intervista su Skytg24 alla
giornalista Maria Latella, ha opportunamente fatto chiarezza
separando la Libera Muratoria ufficiale e regolare, di cui il
Grande Oriente d'Italia rappresenta da oltre 200 anni la più
antica Obbedienza nel Paese, da quella occulta e deviata legata
a commistioni con la criminalità, sono importanti e
costituiscono per noi massoni una salvaguardia ed una speranza".
Lo afferma il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia (Goi),
Stefano Bisi, commentando le parole del procuratore Roberti ieri
a Sky.  "Spesso nell'ambito di inchieste giudiziarie e di
notizie pubblicate dai media - afferma Bisi - si parla
genericamente di Massoneria, facendo di tutta l'erba un fascio,
con conseguenze negative per l'onorabilità dei fratelli che
fanno parte del Grande Oriente d'Italia. Speriamo che anche
altri soggetti comprendano la complessità del fenomeno
Massoneria, dove non esiste un copyright, e che la nostra
Comunione  venga tutelata e preservata da arbitrarie e lesive
generalizzazioni. Noi ribadiamo con forza la nostra trasparenza,
e l'alto ruolo iniziatico della nostra missione che ci vede
portatori di principi e valori sani che elevando l'Uomo
combattono le mafie".

Fonte :(ANSA).
VR-COM
26-GIU-17 15:38 

domenica 25 giugno 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO :" In 300 anni una fiaccola della libertà mai spenta".


Ecco il testo dell’allocuzione del 24 giugno 2017del
Gran Maestro Stefano Bisi

Benvenuti carissimi Fratelli, gentili signore, amici che siete arrivati al Vascello anche da molto lontano. Grazie di essere qui con noi per condividere questo compleanno. Ci siamo dimenticati le candeline. Rimediamo con gli accendini o con i telefonini.  Accediamoli tutti insieme.  Accendiamo la grande fiamma della libertà e della solidarietà. 

Ci siamo fatti un regalo Ma ci siamo fatti dei regalo: abbiamo messo a posto il pianterreno del Vascello, che vi invito a visitare. Abbiamo anche riportato alla luce un fondo, il cosiddetto Fondo Lattanzi, che è rappresentato da tante opere uniche di valore massonico. Lo porteremo dal sottoscala e lo faremo salire per mostrarlo a tutti. Per mostrare questo grande grande patrimonio che fu acquistato trenta anni fa dal Gran Maestro Armandino Corona.  E poi ci siamo fatti anche un altro regalo oggi: anche questo un dono molto atteso. Ce l’abbiamo fatta .

 Sono i fascicoli che ci vennero sequestrati nel 1992 da pubblico ministero Agostino Cordova. Sono qui. Questi sono il frutto della libertà, di noi,  alfieri della libertà. Nel  1992 qui vennero a sequestrare queste carte, come pure effettuarono sequestri nelle case dei nostri fratelli in giro per l’Italia. Nottetempo  vennero svegliati dalle forze dell’ordine. Qualche giorno fa mi ha detto un vecchio fratello “il tempo è galantuomo”. Non è vero. Il tempo non è galantuomo o quanto meno non è galantuomo per tutti. 

Alcuni di quei fratelli che quella notte vennero svegliati dalle forze dell’ordine sono passati all’Oriente Eterno e non avranno la soddisfazione di riprendersi i documenti che erano loro e che vennero ingiustamente sequestrati da quel pubblico ministero. E alla fine,  quell’inchiesta, ricordiamo ancora, era il 3 luglio del 2000 finì con un’archiviazione. Ci siamo fatti quindi questo regalo e oggi più che mai brilla la fiaccola della Libertà, noi la teniamo sempre accesa, anche in questo periodo in cui ci sono assalti,  da parte dei nuovi barbari oppositori del libero pensiero, beceri e pericolosi populisti,  falsi democratici, doppio-garantisti, e ci attaccano coloro che chinano le teste e le loro coscienze cercando di costruire dei mostri che non esistono. Questi uomini e donne che pensano di colpirci guardano con le false lenti del pregiudizio ed agiscono in modo ipocrita e violentemente discriminatorio nei confronti di una Comunione che difende da sempre, dalla sua nascita, i valori fondamentali dell’uomo la  Tolleranza, la Solidarietà, la Fratellanza, l’Uguaglianza. Ma i nostri labari garriscono al  vento. Durante gli interventi guardavo il labaro che da oggi è sul tetto del Vascello. Guardavo con commozione ed emozione anche questo labaro, antico, intriso delle lacrime dei nostri fratelli che sono di gioia e di dolore.  Perché in questi secoli ne abbiamo passate di tutti i colori. Ma noi ci siamo, ci siamo ancora con il nostro labaro e con il nostro nome che non è cambiato. Noi ci chiamiamo sempre Grande Oriente d’Italia. Altri  che vogliono colpirci hanno dovuto cambiare nome, cognome, dna per dimostrarci chi sono, per poter esserci. Noi ci siamo anche perché siamo stati capaci in questi secoli anche di fare autocritica quando abbiamo sbagliato, bisognerebbe che anche altri capissero che è necessario fare autocritica. E noi oggi siamo qui, insieme a tanti fratelli venuti da lontano, a tanti amici, che liberi muratori non sono,  siamo qui  per ricordare le nostre forti radici, le nostre solide radici che ci hanno permesso nel tempo di dar vita a rivoluzioni hanno travolto regimi illiberali, aiutando e favorendo il progresso tecnologico e cercando sempre ed ovunque di elevare l’Uomo e migliorare l’Umanita’.

Ma qualcosa negli ultimi tempi sta accadendo in Italia che non ci piace,  perché l’abbiamo già visto, letto sui libri e lo abbiamo appreso da testimoni, che hanno vissuto momenti terribili. C’è qualcuno, anzi più di uno che, nascondendosi dietro la facile bandiera dell’Antimafia ed argomentando assurdi accostamenti e teoremi, vuole servirsi della Libera Muratoria come capro espiatorio dei problemi del mondo.

Prima hanno mandato tredici finanzieri a in questa sala, il primo marzo, quel labaro nell’angolo ci sosteneva, ci confortava. Era la nostra storia che ci confortava. Hanno violato, secondo noi, la legge. Adesso c’è chi pensa di andare oltre, che si è messo in testa l’ambizione di marchiare i liberi muratori e di ripetere le “gesta” di un “gentiluomo” che si chiamava Benito Mussolini. Ma lo dico oggi, nella festa di compleanno della Massoneria, e senza giri di parole, lo dico in in modo diretto. Noi liberi muratori siamo buoni, i liberi muratori sono buoni. Amano anche la loro patria, amano i diritti che questa patria concede. E reagiremo e stiamo reagendo con la legge in mano per difendere il libero associazionismo. Noi siamo alfieri delle libertà. 
Noi siamo alfieri delle libertà di tutti i cittadini. A chi sta a cuore la libertà di tutti ricordo che quando si comincia a perseguitare la Libera Muratoria suona un campanello d’allarme. Lo capì Antonio Gramsci nell’unico intervento che fece alla Camera, quando intervenne per difendere la Massoneria, lui che non era massone, per difenderla da una legge che stava per essere approvata. Una legge che venne approvata. Ed ebbe ragione. Di lì a poco morì la libertà di tutti. E a chi oggi presenta proposte di legge liberticide consiglio, se mi è permesso di dare un consiglio, di rileggersi la Costituzione della Repubblica italiana, in particolare gli articoli 2 e 18. Di quella costituzione che è il testamento spirituale di centomila morti, come disse Piero Calamandrei. Il 4 novembre siamo andati alle urne per votare si e votare no. 
Non mi ha appassionato quel dibattito. Sarebbe stata invece quella l’occasione per riflettere sulla Costituzione, per adattarla ai tempi che cambiano e allora dico a chi ha scritto quelle proposte di legge.  Se oggi hanno la libertà di dire, di scrivere, lo si deve a tanti che hanno combattuto per la libertà, perché questa nostra  nazione chiamata Italia fosse una, che ci fosse un parlamento che rispettasse il principio della divisione dei poteri.
Per un verso i liberi muratori del Grande Oriente d’Italia si sarebbero aspettati  di essere considerati, per quanto abbiamo fatto per questa  patria, in occasione del  Risorgimento ma anche durante la  ricostruzione, e la nascita della Repubblica. Un nostro fratello Meuccio Ruini contribuì a scrivere la Costituzione e un altro fratello  Paolo Paschetto, valdese di Torre Pellice, disegnò addirittura l’emblema della Repubblica italiana. E noi oggi dobbiamo difenderci  dagli attacchi di è chiamato a rappresentare la Repubblica italiana. E’ questa l’aberrazione. E’ questo il contro senso.
Com’è possibile che ci siano uomini che si divertono a giocare con il cuore e l’anima di migliaia di altri uomini, siamo 23 mila. Questa è una strada senza via d’uscita. E chi ha un odore stantio, questo si di democrazie illiberali, questo è l’odore stantio. L’odore stantio di pensieri fritti e rifritti. Non è l’odore stantio della Libera Muratoria. La Libera Muratoria profuma, profuma  di libertà, di tolleranza, di uguaglianza, di solidarietà. E noi non ci stiamo a essere in difesa, arroccati. Chi ha la passione del calcio come me, ricorderà un vecchio allenatore, Nereo Rocco, che quando allenava squadre piccole, deboli, si arroccava in difesa, faceva il catenaccio e quando poi quando ha avuto squadre importanti è andato anche all’attacco. A noi non piace il catenaccio.  Noi ci piace un altro metodo, quello ad esempio di  Arrigo Sacchi: la ripartenza. Noi da questo evento, da questo fatto del primo marzo, da questo furto di libertà ai danni del Grande Oriente d’Italia, noi ripartiamo, ci rilanciamo. I fratelli sono più uniti, più attivi , più coesi. Noi, cara la nostra Italia, siamo cittadini del mondo ma non di un mondo di cimeli, di oggetti del passato da esibire. I nostri simboli e gli strumenti che usiamo non hanno perso il loro immenso valore costruttivo e spirituale. I ponti e le opere che abbiamo fatto non cadono. Sono indistruttibili. Vorrebbero metterci in una trappola. Pensano che noi vestiti un po’ alla garibaldina con i nostri labari, i nostri grembiuli, pensano che  saremo spazzati via dalla corrente, dal conformismo, magari esausti e divisi. Non sarà così. Chi vuole questo, si deve mettere il cuore in pace. La Libera Muratoria ci sarà ancora. Le nostre colonne sono forti. Sono solide. Ci sono fratelli straordinari che ogni sera partecipano alle tornate rituali nelle 850 logge di tutta Italia. Ce ne sono alcuni che voglio ricordare. Ce n’è uno che alcuni di voi hanno visto all’inizio di questa festa di compleanno. Si chiama Mario Sacconi  ed è arrivato con la sua carrozzella, accompagnato da un fratello. Mario Sacconi ha 91 anni . 

 E’ stato l’ultimo copritore di Palazzo Giustiniani. E’ stato qui, è tornato nella sua casa, a trovarci, per prendere e dare energia a tutti noi, ai fratelli più giovani, che devono sapere che tra le colonne ci sono ancora fratelli come Mario, o come Franco Basile che ho incontrato a Taranto qualche giorno fa a una tornata della sua loggia.  Franco ha 95 anni, è stato iniziato il 29 maggio del ’47. Io non ero nato. Franco Basile ogni settimana partecipa ai lavori della sua loggia e alla fine della tornata prende il registro e chiama tutti i fratelli assenti e li rimprovera, chiedendo loro perché hanno fatto corta.  Quando ci siamo salutati mi ha donato una lettera e una sua foto. “Portale con te -mi ha detto -Ti porteranno fortuna”. Io le porterò con me. Sono emozioni. 
Sono forti emozioni che solo la Libera Muratoria sa dare. Come quando l’altro giorno a Bucarest, durante la Conferenza mondiale dei Gran Maestri, quando ho salutato il Gran Maestro della Gran Loggia del Rio Grande do Sur e mi sono presentato,  e lo ho visto fare un balzo, ho pensato di aver fatto un errore, una gaffe. No, lui era sorpreso e mi ha detto che nella sua loggia c’erano ben quattro fratelli che si chiamano Bisi, con i quali poi mi sono sentito. Uno dei quattro mi ha raccontato di essere nato lì da genitori italiani, i nonni erano venuti da Mantova. E ho pensato allo ius soli. E ho pensato a quei bambini che nascono qui, che parlano italiano molto meglio di me, ma hanno un colore diverso dal mio nella pelle, sono italiani o no? Sono italiani. Loro sono italiani come noi e non possiamo emarginarli. E poi c’è un altro fratello, è passato all’Oriente Eterno, si chiamava Alberto, viveva nelle montagne del Casentino, in provincia d’Arezzo. I fratelli  piu’ giovani andavano a prenderlo a casa per portarlo in loggia, finche’ le forze lo hanno sorretto. A un certo punto non ce la faceva piu’ ma non voleva perdere l’appuntamento con la tornata di loggia. Allora, il giorno della convocazione, si chiudeva nel salotto di casa, indossava il grembiule e i guanti, da solo, recitava il rituale, faceva il maestro venerabile, l’oratore, il primo sorvegliante, il secondo. Di sicuro non litigava con nessuno, faceva questa  battuta.  Non vogliono capire che noi siamo uomini sensibili. 

Vorrebbero farci fare la fine dell’Albatros della poesia di Baudelaire: il gabbiano, un tempo re del mare, simbolo della libertà che viene catturato e deriso dai marinai perché vecchio e stanco. Ed i marinai di oggi nei  nostri confronti vi sono? Coloro che ci calunniano ia dall’alto del loro scranno? Noi non faremo la figura di quel gabbiano deriso. Noi non ci stiamo a farci mettere in un angolo. Goethe fratello nostro scriveva che in principio era l’Azione. Voltaire, altro fratello nostro, scriveva che “non c’è un male da cui non nasca un bene”.  La verità è che, quella notte del primo marzo, che finì alle 6,30 del 2 marzo, ci ha aiutato a capire meglio chi siamo, chi vogliamo essere, che siamo noi il frutto di un albero antico, siamo guardiani della libertà, alfieri delle libertà. Di quella libertà che alcuni nostri fratelli pagarono con la vita come Giovanni Becciolini, ucciso a Firenze dagli squadristi che volevano prendere gli elenchi dei massoni fiorentini  e che lui custodiva come segretario della loggia. O come Achille Ballori, che era stato eletto Gran Maestro, ucciso da uno squilibrato che pensava che tutti i suoi guai dereivassero dalla Massoneria. O come Placido Martini che venne trucidato alle Fosse Ardeatine. Tre nomi, ma ne potrei ricordare tanti altri, per esempio Lando Conti, sindaco di Firenze, morto in un agguato delle Br. Un omicidio preceduto da una campagna denigratoria nei suoi confronti. Ecco noi siamo pronti a vigilare e a batterci per una nuova stagione di diritti , il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, alla libertà. 

Quella libertà che amava un vecchio garante della Privacy, Stefano Rodotà, morto proprio ieri. Voglio ricordarlo. Ma voglio ricordarlo soprattutto a coloro che ci attaccano, a proposito di questa invocata trasparenza. Sapete cosa diceva Stefano Rodotà? La trasparenza assoluta è tipica dei regimi totalitari. E chi i oppone all’invasione dello stato nell’intimo di una persona viene immediatamente collocato nella categoria dei sospettati.  Mi sono sgolato l’altra sera a Lamezia Terme al Festival Trame, dove,  devo dire un gruppo di giovani coraggiosi di quella città mi ha invitato per parlare della Libera Muratoria. E’ stato un dibattito acceso, schietto. Speriamo di aver seminato il seme del dialogo. E noi vogliamo essere in prima fila per diffondere la cultura, per stare attenti  alla scuola, ai bisogni degli studenti e a questo proposito “in bocca al lupo” a tutti i ragazzi che affrontano la maturità proprio in questi giorni. In particolare agli studenti delle zone terremotate. Pensate che cosa vuol dire vedere tremare il tavolo su cui si sta studiando. E poi, chi va male, può star tranquillo. Vi do una notizia.  L’esame di quest’anno potrebbe essere annullato. E sapete perché? In una traccia del tema di italiano c’era da riflettere su una poesia di un certo Caproni. Caproni era un poeta livornese e sapete il suo peccato, quello che potrebbe portare all’annullamento della maturità?

Era di una famiglia di massoni. E quindi ci sarà sicuramente qualche parlamentare che se ha un po’ studiato presenterà un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, pensando che anche lì c’era la mano di un massone che ha tirato la traccia su un suo quasi confratello. Ma noi non ci spaventiamo, noi continuiamo a seminare. Lo diceva un uomo illuminato, il cardinale Carlo Maria Martini: “Educare è come  seminare: il frutto non eè garantito ed immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto”. E noi continuiamo a seminare perché vengano garantiti i diritti previsti nella Costituzione della Repubblica Italiana, che è una e indivisibile. 

Non c’è  un’Italia del Nord, del Centro, del Sud. C’è un’Italia  una e una sola, solidale, con cittadini che si aiutano. Perché è previsto nell’articolo 2 della Costituzione che parla dei doveri inderogabili della solidarietà economica, politica e sociale. E lo dico proprio in questa occasione, in questi giorni in cui emergono carebze nella ricostruzione delle città terremotate. Sono accanto ai sindaci. Oggi davanti a noi c’è uno dei sindaci più valorosi, che si fa più rispettare in questa fase perché vuole aiutare i propri cittadini, Stanno combattendo con difficoltà di ogni genere, non hanno strutture, non hanno risorse e i cittadini vogliono le case, i campi sportivi, le scuole ricostruite. Noi nel nostro piccolo le popolazioni terremotate non le  abbiamo dimenticate. Il buffet che fra poco spero apprezzerete e’ stato allestito con i prodotti tipici di Norcia, è un buffet solidale  proprio per dare un segnale di un ulteriore segnale di vicinanza.

Da Gran Maestro elettricista, vivo con trepidazione e ansia l’arrivo delle luci che illumineranno il campo sportivo di Norcia. Vivo  con la stessa ansia e trepidazione dei ragazzini che vogliono giocare nel loro campo sportivo e vogliono giocare di giorno e di notte.  E di notte quando negli inverni di quelle zone fa buio presto vogliono andare nel campo. Li abbiamo conosciuti alla Gran Loggia di Rimini, hanno diritto ad avere le luci per illuminare il loro campo sportivo. E io voglio essere insieme a loro il giorno in cui accenderemo la luce. Noi dobbiamo essere insieme a questi ragazzi, ai dirigenti della società sportiva,  sono  educatori dei ragazzini Norcia. 
Noi vogliamo essere ancora vicini  anche ai nostri fratelli. I massoni sono temprati da innumerevoli prove che li portano a levigare senza sosta la loro pietra. Sappiamo da 300 anni come ci si muove sul pavimento a scacchi e nella vita di tutti i giorni. E forse è questo il vero segreto massonico, il segreto della fratellanza universale. Noi dobbiamo continuare a sognare. Perché un sogno diventa realtà se lo facciamo tutti insieme. Festeggiamo con gioia il nostro compleanno. Non ci sono le candeline, accendiamola questa fiamma di libertà, ci porterà fortuna. Noi siamo antichi, veniamo da lontano, ma siamo giovani nell’anima, come i ragazzi che vanno  ai concerti. Noi siamo alfieri della  libertà e lo saremo per sempre fino all’ultimo dei nostri giorni e dall’Oriente eterno sappiamo che in questa battaglia abbiamo al fianco tanti fratelli valorosi che ci hanno preceduto nel nostro interminabile viaggio. Viva il Grande Oriente d’Italia, viva la Libera Muratoria universale. Viva tutti noi, viva questo nostro amato paese, questa nostra amata patria.

Fonte:  http://www.grandeoriente.it/sabato-al-vascello-celebrare-300-anni-della-massoneria-moderna/

Plotino ; la via iniziatica nel silenzio.

Sottoscrivi con BloglinesPlotino Enneadi I,6,VIII 

  La  voce dell’antico e sacro cantore che vide in sé stesso la genesi e il dispiegarsi del cosmo, il suo Ordine e il ritorno di esso nella Sorgente immanifesta della creazione ci giunge attraverso i secoli trasmessa dalla bocca all’orecchio di  noi, iniziati ai misteri della Conoscenza Suprema. Questa voce non rinvia ad un tempo e a uno spazio del passato ma a Colui che è oltre il tempo e lo spazio. Rinvia a Colui che, adesso e ora, è presente a sé stesso, rinvia a Colui che é. Ragion per cui, per quanto antica, questa voce esprime una Eterna Novità immanente la creazione. Sintonizzarsi con la Tradizione iniziatica significa abbeverarsi alla sorgente inesauribile dello Spirito che sempre sgorga. Quell’Acqua di vita è la linfa vitale che dal Padre fluisce nell’Albero Cosmico della manifestazione e poi, al Padre, fà ritorno nel ritmo incessante dell’Amore o Respiro Cosmico.  Il Sé conosce il Sé e si Ama. “Può l’Amore volere o desiderare l’Amore se è esso stesso Amore? (Raphael)”.

Generazioni di Veggenti di ogni luogo, di ogni tempo di ogni razza e fede cantano in coro l’unitarietà di tutto ciò che esiste e, nel contempo, cantano le lodi del Padre, dell’Acosmico Signore, le lodi dell’Abisso inperscrutabile della divinità in sé. Le lodi del Silenzio metafisico.

Generazioni di veggenti cantano che l’ente uomo è incastonato nel cosmo. Il microcosmo è identico al macrocosmo quel che c’è là c’è anche qui, quel che non c’è qui non lo si trova da nessuna parte. Conoscere sé stessi quindi è conoscere il macrocosmo.  Essendo la Radice di noi stessi … identica a quella del macrocosmo ed essendo Quella Radice immutabile, indivisibile, realizzare la Radice di noi stessi è realizzare la Radice del cosmo.

 “Certo è inconoscibile la natura di colui al quale appartengono tutte le grandezze …. ma se - nella sua sovrabbondante dolcezza – desidera darne conoscenza affinché lo si conosca, egli può. (Trattato Tripartito)”.

 La via iniziatica quindi è via di ritorno alla Sorgente, è via di risalita. Del respiro del Padre che percorre l’Albero della Vita è il flusso ispiratorio, il flusso che dal molteplice va all’Unità Principiale, laddove il flusso espiratorio va dall’Unità Principiale al molteplice. La prima è via di soluzione delle forme e dei nomi, via di astrazione da tutte le sfere di esistenza. La seconda è via di coagulazione dei nomi e delle forme, via di manifestazione dei piani esistenziali.

Percorrere la via iniziatica, quindi, significa risalire, in noi stessi, gli strati della manifestazione. Conoscere sé stessi è quindi conoscere la manifestazione nella sua interezza per immergersi nella propria reale natura … che trascende e misteriosamente è immanente la creazione.
 Il punto di partenza è quindi una domanda : “chi sono io?”.

. Fermati e raccogli la tua attenzione, fai una pausa in quel che stai facendo e chiediti “chi sono io?” … bada però di non dare una risposta. Attendi la risposta in silenzio … attendi la risposta della parte più nascosta e radicale di te stesso, ricorda:  “fra conoscere intellettualmente un concetto e realizzalo invero nella coscienza c’è un’abisso, un incommensurabile abisso … senza sostegni (Raphael)”.

 La nostra Reale natura è la Costante che sostiene lo spettacolo sempre cangiante dei mondi. Sullo schermo immutabile della pura Coscienza le ere si susseguono, nel loro incessante fluire e rifluire. Occorre quindi discriminare fra ciò che sempre è, e per ciò stesso è Reale, e ciò che ha un inizio, una durata e una fine e, per ciò stesso, è irreale. Dire che un dato è irreale non significa dire che è un non esistente, come il figlio di una donna sterile o le corna di una lepre, ma solo che è transeunte, è un istante di sogno nell’eternità.

 Una via iniziatica non è per i più. I più sono assetati di mistero, di poteri materiali o psichici; sono bisognosi di adattabilità con la vita profana, hanno necessità di conforto psicologico e di commiserazione. I più amano perpetuare la propria incompiutezza, amano accentuare i valori mondani o celesti e “suonare le trombe”  nelle piazze. I veri Filosofi dell’Arte non amano le piazze e i circoli salottieri, essi non sono rumorosi perché sono profondamente meditativi, perché non possono disperdere le proprie energie: chi sta tentando di “morire da vivo” non può permettersi distrazioni, commiserazioni e l’ascolto di sciocchezze e bagattelle. Ogni ente deve saper trovare il suo giusto posto, deve saper adempiere il suo dharma  (Raphael Triplice via del Fuoco I,24)

Fonte:

Enneade I, 6 (Sulla Bellezza) di Plotino