sabato 25 aprile 2020

Autonomia e sovranità di una loggia.-

Autonomia e sovranità di una loggia.-

Una Loggia, direbbero gli inglesi, è “self-contained”, autonoma, riservata, completa in se stessa. È appunto unicamente se stessa. Non può fare altro lavoro che quello massonico, regolato da un rituale, da statuti e norme proprie della Corporazione.

Una Gran Loggia (o una Giunta esecutiva) non può “creare” una Loggia; piò solo permetterla, riconoscerla e ufficialmente approvarla e accettarla. Le Logge non sono un fatto di confezione; esse si formano nella parte interna, interiore, invisibile, attraverso un meccanismo umano sì ma complesso, sottile, fragile, elusivo. Si addensa il fenomeno là dove avviene la nostra autentica formazione di Massoni, nella dimensione interiore, iniziatica.

I passi necessari per costituire una Loggia sono noti e agevolmente rintracciabili nelle Costituzioni e Regolamenti delle varie Comunioni massoniche.
Ottenuta la Bolla di Fondazione la Loggia è “consacrata, dedicata, installata”.
“Consacrata” in quanto ogni cosa in essa è per usi massonici e nello stesso tempo ogni cosa è ufficialmente accettata per quegli usi;
“Dedicata” in quanto si dichiara che i locali devono essere usati esclusivamente per fini massonici;
“Installata” in quanto i suoi Dignitari e i suoi Ufficiali vengono debitamente insediati ai loro posti, dopo aver prestato un giuramento che li obbliga a soddisfare certi doveri.
Esiste una vasta giurisprudenza della Libera Muratoria, circa i diritti e i poteri di una Loggia che per comodità così raccogliamo dal Mackey:

Diritto a conservare la propria Bolla, se legittimamente posseduta (priva di essa una Loggia non può tenere sedute, conferire gradi, accettare membri, essere rappresentata in Gran Loggia. Dove poi – negli U.S.A. ad esempio – è riconosciuta dalla legge civile, essa protegge contro deviazioni all’interno e contro interferenze esterne, giacché una Loggia rappresenta solamente ed esclusivamente un corpo massonico, esercita il lavoro della Antica Muratoria Corporativa solamente ed esclusivamente, non ha autorità, né doveri, od obblighi nei confronti dei Riti – siano essi Capitolari, Ermetici, Templari o Scozzesi – né questi ultimi hanno autorità od obblighi in essa).
Diritto imprescrittibile di essere rappresentata in Gran Loggia (sono le Logge “costitutive” della Gran Loggia, poiché è solo in quanto ne fanno parte come membri che una Gran Loggia esiste; e in quanto Logge Costituenti posseggono appunto il diritto di essere rappresentate dai loro Maestri Venerabili e spesso da un Sorvegliante o da tutti e due).

Diritto di ammettere nuovi membri mediante iniziazione o mediante affiliazione (se una Loggia fosse un corpo separato e indipendente, libero di andare per la sua strada, e si trovasse in subbuglio per rivalità o a lottare per la sue esistenza, chiunque potrebbe soffocarla interrompendo l’ingresso di nuovi membri. Una Loggia è protetta contro questa possibile distruzione, proveniente da nemici o da circostanze, conservando appunto il diritto perpetuo e inalienabile di ammettere nuovi membri. (La Gran Loggia Madre del Mondo del 1717 tentò una volta una innovazione, approvando un articolo per il quale i Massoni potevano essere “fatti” solo in Gran Loggia, ma l’articolo venne annullato con la massima rapidità).

Diritto di scegliere i Dignitari e gli Ufficiali tra i suoi membri (questa è chiamata una “cornerstone”, una pietra angolare del sistema massonico poiché sembra evidente e inequivocabile che una Loggia ha la stessa assoluta sovranità nel suo àmbito e nell’àmbito della sua giurisdizione di quanto ne abbia una Gran Loggia nella sua. L’insieme dei membri rappresenta un corpo legislativo, s’intende entro una sfera limitata, ma è il Maestro Venerabile che dirige e governa, assistito dai suoi Sorveglianti e aiutato dagli Ufficiali. Nessuna Loggia è mai diretta stabilmente e governata dal Gran Maestro o dalla Gran Loggia. Si tratta di funzioni che non possono essere usurpate).

Diritto di insediare i suoi Dignitari (la cerimonia di installazione significa che il posto, i doveri, i diritti, e le prerogative di ciascun Dignitario – o Ufficiale – sono fissati e definiti statutariamente; che non possono essere emendati mediante discussione o alterati da votazioni o revisionati e alterati dagli stessi Dignitari e Ufficiali. Un Dignitario è un “titolare”;ha completa autorità nell’espletamento dei compiti della sua carica ma nessuna autorità per decidere quali sono i suoi doveri. Il suo giuramento è appunto nei riguardi del suo ufficio).

Diritto di compilare il suo Regolamento (gli articoli peraltro non devono violare i Landmarks e devono essere conformi ai deliberati della Gran Loggia. Poteri, diritti e doveri di una Loggia sono stabiliti dalla Costituzione e dalle deliberazioni della Gran Loggia: in tale àmbito la Loggia è libera e sovrana.)

Diritto di imporre tributi (è un Landmark il pagamento della quota, un Fratello può essere sospeso o espulso se rifiuta di farlo).

Diritto di votare per un certo indirizzo della Loggia (se nell’àmbito dei loro diritti e delle loro prerogative i membri votano appunto per un certo indirizzo, il Venerabile deve acconsentire e non può impugnare la decisione, ma quando agisce nell’esecuzione dei doveri inerenti la sua carica nessun richiamo può essere compiuto sul piano della Loggia. Se un Venerabile è colpevole di condotta scorretta, se trascura il suo ufficio, se agisce in modo di danneggiare l’esistenza o il buon nome della sua Officina, i membri possono ricorrere contro le sue decisioni o azioni seguendo le vie che ogni Costituzione indica).

Diritto della Loggia di scegliersi il nome.
Diritto di fissare e modificare l’ora e il luogo delle sue sedute.
Completa giurisdizione penale sui suoi membri o sui visitatori.
Non tutto sempre può essere ovviamente previsto o coperto da leggi e regolamenti. Il metodo della Libera Muratoria è quello di decidere secondo saggezza e intelligenza. Si può fare ricorso a un giudizio del Maestro Venerabile o delle Luci; si può mettere sul tappeto la questione e farla maturare attraverso la riflessione e la discussione; si possono consultare gli ex Venerabili o i Fratelli più esperti o più anziani; si può consultare il Gran Maestro o il Consiglio dell’Ordine (dove c’è); si può portare l’argomento all’attenzione della Gran Loggia; si possono compiere proficue e non accademiche ricerche nell’àmbito della letteratura massonica; si può dare una risposta temporanea, sperimentale, a titolo di prova. Nessuna Loggia, si pensa, resta su un binario morto per non aver rintracciato niente di sicuramente catalogato nelle costituzioni e nei regolamenti in vigore.
Walter De Donatis  (Lecce 29.05.1926 – San Cesareo di Lecce 11.05.2009)

IL TEMPO DELLE PRIMAVERE



Il tempo ... delle primavere

Ricordo quel tempo che mi fu si tanto caro,
cornice ... le tanti primavere
che, al solo pensier mi torna nella mente
l’odor ch’ognuna diede ai suoi fiori,
la luce ai colori ...
l’immenso gioir degli occhi
e lo stormir le rondini in volo
migrate nella stagione degli amori   
ad anellar nei cieli ... voli,
messaggi ... a magnificar la terra,
 e li mari e ... li omini ...
a donar loro la felicità de novi giorni.

Ecco perché quel tempo mi fu caro;
quando tutto era musica regnante ...
rincorrere spensiero,
l’albeggiar quegli anni,
e pregare l’Iddio delle grandi promesse
perché facesse vivere li omini
nel biancore de la innocenza,
con lo rigore del la regola,
con l'indulgenza del maestro,
con l'amore  di una madre.

Ecco perché quel tempo mi fu caro ...
che oggi mi rivedo cimento scalatore
della più alte vette,
che in cima non posi mai bandiera
e ... poi un viandante e ...
poi ancora un navigante
a combatter fra i marosi della vita ...
O ... a volte ... un cineasta che narrar vole
la commedia della vita
a de principali personaggi ...
ciascuno con la sua parte,
ciascuno con una storia da raccontar...
di risi colorati o di mesti pianti,
che celan per apparir distanti,
quando sono medesimi gli archetipi ...
interpreti e protagonisti della loro vita.

S.C.

venerdì 24 aprile 2020

TORNERA' PRIMAVERA




Tornerà ... primavera.
E ... dopo l'inverno
non arrivò la primavera.
E così non avvenne
il fiorir dei giardini, lo verde nei prati,
lo gioir del core
de l’omini innamorati.

E ... così ci ritrovammo
ad ascoltar tristi silenzi,
ad udir lo cinguettar mesto
de li augelli in volo;
a osservar desolati spazi,
a non sentir le strilla
dei ragazzi all'uscita della scuola,
ad ascoltar lo core sconsolato
d’un mancato abbraccio
dall'amore sostenuto.
  E ... così ...
Ci ritrovammo chiusi
in uno scenario endemico
d’ uno scenico palco
a recitar la vita disegnata dal destino,
a tener distante anche il vento
per sfuggir al suo nocumento.

Ma ... poi ... a veder d'incanto
la luna e le stelle e ... lo sole,
a diffonder cotanta luce
a lo munno tutto quanto,
senza lo distinguo de lo censo,
de la casta e de lo colore ...
ritornammo tutti insieme
a pregare lo Signore :

A diffonder fra l’omini ...
che ancora piangono lo fatale strappo
con l'umano divenire ...
la speranza ...
che nasce nell'omini da lo core aperto
e che non temono
le mani giunte levate verso l’alto
a ringraziar lo Dio de le promesse,
che a l’omini di bona voluntade gli é vicino,
e che mai l’ha abbandonati
al loro fatal destino. -


Salvatore Casales
copyright

mercoledì 22 aprile 2020

Il masone fuori dal tempio.

Sottoscrivi con Bloglines R∴L∴ Luigi Pirandello n.1533 O∴R∴ di Agrigento. IL MASSONE FUORI DAL TEMPIO../ 


Cari ed illustri fratelli ∴ 

  •  La tavola che mi accingo a tracciare, a onor del vero, secondo la visione d’insieme che ho della Libera muratorìa, dovrebbe rappresentare una clausola prima, del comportamento del massone, dentro e fuori dal tempio, non tanto per quelle che potranno essere le mie considerazioni, vieppiù per gli estratti documentali che, da antico tempo, ci sono pervenuti da oltre mare.  
  •  Perciocché ... già il libero muratore possiede una guida, vuolsi per lo stato d’iniziato ricevuto con la iniziazione, per il lavoro che esprime in loggia, per i legami più profondi che lo legano ai fratelli, correlati da afflati di nobili sentimenti che lo pongono ad essere fratello tra fratelli. Soprattutto fuori dagli ambiti muratori é ... o dovrebbe essere ... l’icona corrispondente al simbolo che egli é ... e, nel tempio, essere l’Uomo che nato a nuova vita, dovrà migliorarsi per migliorare altri uomini. 
  •  
  •  Ma oltre tali capacità, oltre a essere luce, non avrebbe alcun senso, per i principi muratori che lo pongono al centro dell’ordine muratorio, se non diffondesse ad altri la sua luce, se non sviluppasse altri legami con il mondo profano o sociale e non si elevasse come punto di riferimento per non finire di derivare nell’irrazionale, con le consequenziali nelle quali la società oggi ci trascina. Perché tutto ciò avvenga, perché non sia vanificato il suo impegno iniziatico, il libero muratore ... negli annali che vanno ancor prima del 1723 e che compendiano i “Doveri del libero muratore” ... ancora oggi é l’anello che lo congiunge agli “Antichi Doveri” della Costituzione Muratoria. Dal momento in cui l’apprendista massone si affaccia a questo mondo iniziatico della Libera Muratoria, è educato al rispetto delle regole; prima ancora, a quella del silenzio e, poi infine, a quelle della scuola iniziatica presso la quale si é affacciato e che in continuazione dovrà rispettare. 
  •  
  • Allora ... possiamo tranquillamente affermare, che le regole sono il fondamento di una civiltà evoluta e complessa e che anche la massoneria s’identifica nel buon comportamento dei fratelli che le accettano e le rispettano? Nel capitolo VI della Costituzione muratoria al “Titolo Generale del comportamento degli Antichi Doveri”, nei punti 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - , é declamata la condotta che il libero muratore deve tenere - “ quando egli é fuori dalla loggia e i fratelli sono usciti. Quando i fratelli s’incontrano senza la presenza di estranei. 
  •  
  • Quale deve essere Il loro comportamento alla presenza di estranei, quello nella loro casa e nelle vicinanze, verso un fratello straniero e comunque nella società in cui egli opera, vive e manifesta il suo essere di uomo nel mondo. Ma tutto questo dettato, può rappresentare l’esclusivo assunto di regole, che la Libera Muratorìa impone ai fratelli massoni? Non direi ... cari e illustri fratelli ... e, sebbene ci si può sentire vincolati al rispetto delle stesse ... e tutto ciò potrebbe sembrare anche un contradditorio con la condizione che ci viene richiesta d’essere uomini liberi ... ritengo che più che regole proprie al conformismo massonico, sono da essere ritenuti saldi quei principi che non ledono la propria libertà individuale, che vieppiù aiutano, secondo questi ultimi, a orientare il nostro cammino non solo iniziatico, ma diretto ad un comportamento etico che ci vede inseriti nella società profana. Se ci pensiamo bene ... se così non fosse ... il nostro lavoro di loggia ne sarebbe depauperato, scadrebbe nell’essenza, perché non porteremmo, nella vita quotidiana, il risultato del nostro lavoro d’insieme...la nostra levigatura interiore ed esteriore. Valori e principi che la tradizione muratoria ha tradotto in impegni solenni ,forse di “ortodossia”? 
  •  
  •  Probabilmente ... si perché ciascun massone li ha assunti consapevolmente e volontariamente fin dalla iniziazione - e anzi ancor prima - già nel rispondere per iscritto alle diverse domande nel proprio testamento profano nel Gabinetto di Riflessione e poi ancora ... tramite le successive “promesse solenni” pronunciate e sottoscritte a ogni passaggio di grado. Noi siamo Uomini che viviamo e siamo inseriti in una società. Ci riuniamo per un precipuo scopo: quello di renderci uomini migliori, curando la parte malata che, c’é in noi e non tanto per speculare, come spesso si legge del massone, perché tale, che esprimere una massoneria speculativa, ma per esercitare la di lui operatività nell’esercizio di una rivisitazione del proprio se, ed essere punto di riferimento ... soggetto perbene ... nella società in cui vive. 
  •  
  • Perciocché, il massone anche fuori dal tempio, dovrà ritenere che le esperienze passate, alle quali si era allineato da profano, appartengono al passato. Dovrà comprendere che il suo stato esige quei mutamenti che,non più illusori,dovranno essere indirizzati su quel sentiero che induce a mostrare,nella sua interezza, “chi egli é” da come si relaziona ,nel formulare la parola,da come si esprime nel linguaggio, nei gesti per dare forma a quel “concetto esoterico “ in un mondo nel quale , e in determinate circostanze, esige d’essere riservato. “Egli rappresenta l’etica della massoneria con il suo comportamento“.
  •  
  • Per tutto ciò ... non possiamo tener celata l’esperienza che abbiamo costruito nel nostro tempio interiore, non possiamo ritenerci estranei soggetti che vivono in mezzo ad altri uomini. Noi ... siamo pietra ... uomini... e i mattoni che ancora oggi utilizziamo per costruire edifici e templi alla virtù, li abbiamo fortificati e uniti gli uni agli altri con la calcina di qualità e, nel mondo profano, dobbiamo essere visti per validi esecutori della bella arte ... costruttori di libertà, di fratellanza e uguaglianza. Ma non possiamo neppure campeggiare da unti blasonati o elevarci a cocchieri che brandiscono il frustino per domar cavalli in corsa. Dal lavoro quasi mistico di loggia, rispettoso del dettame rituale, fuori da questo mondo, nel quale il massone si è liberato dalle scorie della profanità, non può comportarsi da iniziato dentro il tempio e fuori da non iniziato. 
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  • Il libero muratore, dev’essere ... l’Uomo ... in ogni ambito del sociale, il viaggiatore alla ricerca di quella dimensione che lo lega al passato, con il comportamento del maestro, sempre rivolto alla lealtà, all’onore e alla dignità della persona umana e, con il mantenimento della parola “data”, sarà un distinguo sia nel tempio sia fuori. 
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  • Come tradizione vuole, dobbiamo usare la libertà per esprimere il meglio di noi ... senza paura, senza la condizione del sistema che vede l’uomo d’oggi inscritto e circondato dalla maglia del potere e della politica. Non per togliere o limitare la libertà altrui, non per togliere beni ad altri, ma per far brillare i propri arnesi di lavoro che vieppiù ci hanno qualificato dentro e fuori dal tempio, ponendo a beneficio dell’umanità la nostra disponibilità, donando ciò che c’é superfluo, senza esternare pavide insofferenze che possano mortificare il bisognoso. Il massone, che nel proprio tempio avrà lavorato; che da apprendista ha ricevuto il salario di compagno e, nel tempo, avrà maturato quello di maestro, che in questo status ha raggiunto la completezza della sacralità muratoria, non si scosterà mai dal confine ideale delle colonne di Boaz e Jachin. Dentro le quali, attraverso i simboli, ha fatto maturare dentro se l’orgoglio e l’idealismo dell’appartenenza muratoria che ,fuori dal tempio, manifesterà a testa alta per diffondere quel bene e quel progresso a cui tende la massoneria e che l’umanità intera necessita. 
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  • Forgiato il proprio metallo esoterico ... fuori dal tempio coltiverà la pianta della fraternità, del rispetto dell’uomo verso l’uomo con l’intendo di costruire uomini migliori oggi ... e maestri di saggezza domani. Sarà maestro anche fuori dal tempio ... sarà amico fra amici e padre affettuoso con i suoi figli,ma solo se ,con la sua “Opera” saprà tracciare un percorso e lasciare memoria di se, praticando la virtù della solidarietà che non sia dell’apparenza ... della fraternità ... che non sia blanda esternazione illusoria verso il profano o anche un fratello che, in ogni circostanza e luogo, avrà, a volte, bisogno di un semplice sorriso o d’una parola di conforto ... di una mano tesa. Sarà infine praticando la tolleranza come riconoscimento del valore intrinseco dell’altro sé e non come propensione a lasciar che tutto scivoli via, ad attendere la soluzione spontanea del problema e lo slittamento nell’oblio. 
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  • Del Massone fuori dal tempio é necessaria la sua presenza nella società, nella famiglia, nel lavoro, purché - dia valore al salario ricevuto - che egli mantenga uno stile comportamentale di autentico libero muratore, giammai da protagonista di un atto di carità che, in tutt’altro modo, perché fonte solidale, dovrebbe risultare anonimo, perché non infranga la dignità del bisognoso e non mostri la pretesa all’assoggettamento. Solo con la forza di una grande sensibilità e con comportamenti umili e senza prosopopea, ma parlando il linguaggio dei maestri, dovrà sentirsi portatore di un’etica che sta alla base del comportamento e sulla quale si sviluppa tutto il rapporto con il prossimo, con la Società e con le Leggi dello Stato. Si sentirà inserito nell’ambiente sociale e potrà riappropriarsi dell’autentico spessore morale che la società da lui si aspetta ed ... “essere ricordato per l’uomo autentico che é ... ed é stato e che contribuirà alla storia della massoneria“. Fratelli : “ disegna la storia...solo chi e' capace di mostrare l’autenticità del proprio essere !!!” Per tali motivi, é mia opinione, che le logge abbisognano di uomini che ritornino a percorrere l’antico passo muratorio, di uomini che non si scalfiscano con i vari accadimenti della vita ... che non fuggano dagli scanni perché inseguiti dalla politica manieristica dilagante ... 
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  • Molto fango si continua a spargere intorno alla nostra istituzione per incuterci paura ... per limitare spazi nelle istituzioni e nel sociale ... Forse ... noi stessi abbiamo delle colpe ... riconosciamolo ... e siamo vieppiù responsabili di un superficialismo oratorio a volte fumoso o ricco di un frasario letterario - ricercato, ma povero di contenuti iniziatici esternati dentro le colonne o ... vuolsi ... a manifestare accomodanze alle quali spesso ci siamo piegati. E’ qui - ill. fratelli - che ci si insulsa di pochismo. Tra fratelli non dev’esserci qualcuno che conta ... é questo lo atteggiamento, questa la filosofia alla quale molti fratelli si adeguano e che fa svanire nel nulla il progetto muratorio. Ecco perché noi maestri, siamo i responsabili di una relativa attendibilità perché, senza rendercene conto, a volte, abbiamo favorito l’ingresso nell’istituzione a soggetti che non hanno mai lasciato i loro metalli fuori dalle colonne e la loro iniziazione s’è fermata allo stato virtuale ... senza un destino iniziatico. Allora...diviene compito e dovere, dei Maestri tutti, riportare nelle logge autorevolezza ... lontana mostranza dall’espressione antica del rigore iniziatico ... che darà pregio, al nostro reale comportamento nella società in cui viviamo e divenire soggetti di distinguo. Perciò...soffochiamo questo fumus che a volte aleggia fra le colonne e fuori dal tempio, sentiamola interiormente autentica questa fratellanza come l’atto più spontaneo, più sincero e più nobile che rese uniti gli antichi muratori che ,oltre al pane, al companatico e un bicchiere di vino si divisero i sogni e la vita. Per potere amare questa istituzione che ci ha accolti, per potere diffondere etica e comportamenti degli antichi massoni, é necessario possedere il desiderio e l’orgoglio di sentirci massoni veri. E’ indispensabile trasferire con maggior senso di responsabilità la professionalità che ciascuno di noi si guadagna nel posto di lavoro e all’interno delle logge. Per potere affrancare il bisognoso per essere uomini nel mondo e del mondo, il libero muratore non dovrà più sentirsi uomo del dubbio come, da tempo ormai, ho sentito inflazionato questo detto che, é solo il mio esclusivo parere, non dona certezze ad una società oppressa, difficile, che sta per subire una trasformazione culturale etica e religiosa. E noi da liberi muratori con le nostre astratte indecisioni non dobbiamo cadere in una morsa, ma reagire con la sapienza intellettuale che ci ha sempre distinto. La nostra società, i cittadini tutti, che vivono questa nuova epoca, devono avere la possibilità di trovare le risposte che oggi non trovano e che noi potremmo dare. 
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  • Il nostro porgerci fuori dal tempio deve manifestarci con lo spirito del viandante, tale a quei pellegrini che, in un tempo lontano, indirizzarono il proprio cammino verso la via Francigena per portare la loro parola e riceverla, per portare saggezza e conoscenza e riceverla. Per portare amore, come senso autentico di vita , dell'esistenza e riceverlo. Percorso che ha permesso alle diverse culture europee di comunicare e di venire in contatto fra loro, forgiando la base culturale, artistica, economica e politica dell'Europa moderna; è nota,infatti, la frase del fratello Goethe, secondo cui la coscienza fraterna d'Europa ebbe inizio sulle vie di quei pellegrinaggi. 
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  • Cari Fratelli, solo se avremo compreso con spirito di servizio, con senso del dovere, vieppiù con amore che il nostro lavoro di modellamento oltre che su noi medesimi é diretto all’umanità, allora avremo colto nell’essenza e fatto proprio quel significato che dona al libero muratore la dignità, la capacità di esaltarsi a quello stadio soprasensibile che lo conduce all’armonia e lo fa ritenere di essere indispensabile soggetto per migliorare la propria famiglia e l’umanità tutta quanta. 
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  • Io ... ho finito, ma ... non so se ho detto tutto sul comportamento dell’uomo massone fuori dal tempio ... non ne avevo la pretesa; forse avrei potuto limitare le mie esternazioni? ... So solamente che adesso mi pregerò di ascoltare i vostri commenti con la medesima attenzione che Voi tutti avete avuto nell’ascolto. Per tutto ciò ... grazie ∴ Salvatore Casales ∴