giovedì 28 novembre 2013

Berlusconi è decaduto?


Cronaca di un interloquio
Zdenka:  Caro Silvio,la legge è uguale per tutti...punto.

Aaronn : Zdenka ,ciascuno noi, con i propri divensi intendi guarda alla vicenda secondo un proprio convincimento. Io, a prescindere da questa vicenda che la vedo vergognosa, per tutti noi italiani, pur sempre avendo rispetto delle considerazioni altrui ,non metto il punto come sta facendo Lei . Piuttosto il suo punto avrebbe consistenza qualora la legge fosse uguale per tutti. Desidera che le elenchi i casi che ho toccato con mano? I panni , qualora , i nostri fossero sporchi, ricordi si puliscono in famiglia, invece noi italiani ,difronte al mondo ci stiamo svergognando.
Ricordi ancora che Il Silvio,come lei lo appella, non ha avuto dei processi regolari perchè fondati sul pregiudizio di una magistratura politicizzata. Se così non fosse stato , mi creda, anch'io avrei messo un punto. Purtroppo ,non lo metto ,anzi ho timore che l'odio verso questa politica ignobile perseveri a svergognarci.


Zdenka: Caro Aaronn, ho messo punto per un semplice motivo...Berlusconi ,finché faceva imprenditore ,mi piaceva ,ma il suo rimanere a tutti costi al potere, quello no....e umiltà? non c'e più..L'umiltà e la chiave della verità....

Aaronn : Zdenka ... ma ci mancherrebbe ... sono d'accordo con lei su quando ha testè fatto menzione sull'umiltà. Umiltà che" Lui ", per il potere assunto non ha mai avuto; come non riconoscere i propri errori... ne convengo, ma c'é un punto...... che mi duole ...questa magistratura dove intende andare? Fra questa gente, e, senza tema di querele... ci sono magistrati che leggono fischi per fiaschi, altri non leggono addirittura i processi, perchè con il passare del tempo,  1 o2 anni vengono sostituiti per l'avvicendamento verso altri lidi .. e li ...i nuovi a riprendere ,spesso, il filo d'un discorso ,che viene perduto dal tempo. Dopo la cassazione ,lei dice punto ... andrebbe bene il "suo" punto, fino a che il contenzioso si chiudesse ,ma se  arrivano poi altri contenziosi a seguire dello stesso tenore,perché non devono prendere per buono l'ultimo giudizio di cassazione? E invece no... Mi sto rendendo conto comunque, che non é questa la sede perché io sia più esplicito,ma non credo che ,dai loro comportamenti iniqui,possono continuare a speculare e indire più sentenze" In nome del popolo italiano". Farebbero meglio a sentenziare " In nome e per conto della magistratura" perchè ,come il Silvio, loro, a dir d'umiltà, mi creda, non sono di meno. Esempio? veda cosa succede a Caltanissetta un processo che dura da più di 30 anni " detto Piano Geraci" ,quanti lavoratori ha penalizzato, quanta gente, di estrazione sociale bisognosa ha dovuto cedere alle voglie d'una" magistratura colorita" che ha solo preso la parte di chi ,con artifizi ,ha saputo creare delle ragioni inesistenti che solo una magistratura attenta, come lo é stata la cassazione, ha potuto ,ad alcuni dato ragione, con un equo giudizio . La saluto cordialmente.

Oggi siamo su altri titoli affaccendati ,perchè probabilmente vorremmo che la storia ai nostri nipoti non narrasse questo tempo che oggi l'Italia vive.Dimentichi delle vicende andreottiane, il caso "Silvio Berlusconi" non solo ha sostituito i titoli d'economia, ma fa molto riflettere. 
Certamente una brutta vicenda il cui accanimento politico e giudiziario non ha ,nel tempo ,simile memoria. Ma io mi chiedo : Quanti Statisti, uomini di governo per errori o atti consimili sono stati giudicati penalmente? Come si può continuare a ripetere che "le sentenze non vanno commentate o giudicate? Signori lettori d'ogni censo ,quando gli uomini, in questa terra ,siamo tutti soggetti  a commettere degli errori? Tutti possiamo ritenere un giudizio falsato dal pre-giudizio, questo sta nell'essere della democrazia, la libertà di parola e di pensiero e allora dove sta? Le sentenze sono da ritenere "sacrosante"?... Nutro perplessità e mi adiro se inseguire un uomo politicamente gli si debbano togliere i diritti civili . Non credo di trovarmi in uno stato democratico, quando l'esercizio della democrazia - del fare o non fare ciò che aggrada,é solo devoluto al potere di quel momento politico o giudiziario che sia.

No... non credo che oggi il nostro governo abbia dato un segno di civiltà, molti italiani ,giudici, senatori  o meno che siaano devono rispondere soprattutto alla loro coscienza.
E' pur vero... la legge é stata applicata" Signora Finocchiaro",ma a fronte di quale giudizio o pregiudizio?

Aaronn
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domenica 24 novembre 2013



Di sotto tutto il mio commento sulla sua presenza delle ore 15,40 in qualità di ospite di Massimo Giletti a "L'Arena" su Rai 1
3' fa da Giletti ha commentato il distacco da Berlusconi perché ormai tanto rappresenta l'area estremista del centro destra.
Per estremismo ha inteso chiarire che non si possono mettere in gioco gli interessi di un partito contro quelli degli Italiani. Ebbene ... per mia educazione, sono uso non dare giudizi ma, memoria mi porta a ricordare che il dott. Alfano, da un po’ d'anni se é arrivato al punto in cui si trova , é perché é stato al fianco di colleghi che oggi vede come estremisti.
E' cresciuto nel grembo dell’estremismo, come si può fare un passo indietro? Il suo atteggiamento, oggi io lo vedo contraddittorio perché il governo al quale fa egli parte non sta facendo per nulla gli interessi del popolo italiano ; anzi il suo gruppo, secondo una mia riflessione, oggi é rappresentato da Onorevoli voltafaccia che hanno tradito scelte e idee riferibili  a circa 10.000.000 di cittadini :Oggi  soggetti nomimati da voi stessi, continuano a essere nominati Onorevoli. Ma … onorevoli di che ? ... Di apprestarsi e partecipare a svendere i tesori e i patrimoni della nostra bella Italia? Onorevoli di spendere i denari del finanziamento pubblico ai partiti per utilizzarli in indebiti arricchimenti e sollazzi personali? Onorevoli di aver creato per loro stessi e per persone da nominare profitti a vita a danno dei lavoratori?
Ebbene, può darsi che il mio sfogo lo possa trovare contrariato, ma questa é la vera realtà che io non condivido più della politica che Ella sta sostenendo e adducendo “ per il bene degli italiani”; direi che oggi  non sta facendo nulla di diverso di quel che in passato hanno combinato tutti quei suoi predecessori politici che, in oltre 60 anni, hanno condotto gli italiani a perdere la lira e la sovranità...
La verità, caro Onorevole invece é un'altra e me l'ha suggerita il suo amico di sempre, il Presidente Silvio Berlusconi che, come gli uomini d’orgoglio, oggi , sono nel dubbio se non si sente pentito per determinate sue scelte. Oggi , vedo lei come chi ,dopo il disastro ,esprime una prece e poi … tutto fini-sce …li .

Il suo gruppo , in atto, fraseggia e invalida la sedia che a loro è stata messa sotto i glutei … Come fa a giustificare un nuovo gruppo politico? Credendo che i cittadini possano passare da una panchina ad un’altra, incuranti di perdere la loro dignità di scelta quando la viltà della classe politica oggi é resa palese?
Il Presidente Silvio Berlusconi, ha comunicato d'essere vittima d'un colpo di stato nella sua persona; non ha detto una cosa non vera … Alfano … epperò avrebbe dovuto dire di più. Avrebbe dovuto aggiungere che il colpo si stato é stato fatto agli "Italiani" e tanto, lo avete alimentato tutti voi della politica del centro destra- della sinistra e di centro. E mi riferisco soprattutto a quel centro che ha contribuito a buttare l'Italia più giù dove non si sarebbe potuto.

 Quando una classe politica da + di 4/5 anni discute e ridiscute emendamenti sulla riforma della legge elettorale, presenta disegni di legge e poi li addormenta, ciò vuol significare che a tutti voi questa stasi politica non può che far piacere oltre che giovarvi. E... si caro signore mio conterraneo, ormai é palese il colpo di stato che ha eliminato il popolo italiano dalla facoltà di scegliere i propri rappresentanti e quando si commette un atto di tal fatta ... mi perdoni …  tanto non esprime  altro  che puro tradimento alla sovranità del popolo italiano. Grazie …
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martedì 12 novembre 2013

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Ai giorni nostri non manca la libertà, mancano gli uomini liberi. Spesso l'uomo si veste da servo senza averne bisogno, per timore di potere perdere il potere rinunciando così alla propria libertà e dignità.

martedì 5 novembre 2013

ECCO PERCHE' IN ITALIA I POSTI DI LAVORO NON SONO MESSI PIU' A CONCORSO.




Compagno e figlia assunti al Senato Scoppia la Parentopoli dei 5 stelle

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Urla, accuse e pianti hanno acceso la riunione dei senatori grillini che questo pomeriggio si è concentrata sul caso di Barbara Lezzi e Vilma Moronese, entrambe 'sotto accusa' per avere assunto come assistenti dei parenti: la Lezzi ha assunto la figlia del compagno e la Moronese ha assunto il proprio compagno. Entrambe le senatrici si sono difese, con toni molto accesi, sostenendo di non aver violato alcuna regola dal momento che i due compagni non sono conviventi. Ma su questo punto molte le repliche piccate di chi e' sposato: "Allora devo divorziare per poter assumere anch'io la mia compagna?", ha chiesto sarcastico un senatore 5 stelle. La senatrice Moronese e' stata vista uscire in lacrime dalla riunione.  L'assemblea ha dibattuto per due ore sull'opportunita' di andare in diretta streaming. Ma alla fine si e' votato per il no e c'e' chi accusa Claudio Messora, responsabile comunicazione M5S, di averlo impedito con tanto di mail rivolta a tutti i senatori. "Questa volta niente streaming, cosi' diamo un'immagine negativa" avrebbe scritto. E cosi' e' andata. La richiesta dello streaming era stata avanzata da Luis Alberto Orellana.
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Coca nelle giacche  e donne prezzolate: l'ultimo  complotto-delirio dei 5 stelle

Coca nelle giacche e donne prezzolate: l'ultimo complotto-delirio dei 5 stelle

Fonte:http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1344207/Compagno-e-figlia-assunti-al-Senato--Scoppia-la-Parentopoli-dei-5-stelle.html
 IL MIO COMMENTO:

I lettori più vicini alla mia età-non del tutto avanzata - intendiamoci, ricorderanno, quanto fosse diffuso negli anni 60/70 ed anche 80 l'utilizzo dei concorsi perché i giovani e i meno giovani entrassero nel mondo del lavoro.
Il "concorso" assumeva duplice aspetto e significato; da un lato era un segno democratico per immettere nelle varie attività personale qualificato, dall'altro era un modo di dar sicurezza alle giovani generazioni per poter progettare ,la propria vita.
In entrambi i casi,i concorsi erano un atto di civiltà del Paese Italia, senza per questo escludere che ,negli scanni dei due rami del parlamento e nella politica, anche in quegli anni, il nepotismo e lobolo di appartenenza é ,da sempre, esistito. Poi , la politica si é fatta più furba, regioni province e comuni si sono adeguati all'andazzo romano e, di tutto punto, sono spariti i concorsi.
Con ciò non s'intese che mancasse il lavoro in Italia ,ma fu la politica tutta ad accaparrarsi l'appannaggio sui posti di lavoro e a assegnarli,secondo un proprio metro, a coloro i quali erano stati supporto della linea politica di loro appartenenza. L'assegnazione dei posti di lavoro, nei ministerri, nella televisione di stato, nei due rami del parlamento italiano ed europeo,nei sindacati e nelle amministrazioni locali, ,e me ne assumo la responsabilità, diventò così motivo di scambio di voti , favori e di qualcos'altro che mi astengo di dire .
Oggi, si strilla allo scandalo "grillino", ma bisogna ,giocoforza, peccare d'ingenuità? Denari e scambi politici sono l'unica attrattiva che induce oggi, tante persone senza lavoro,ad entrare in politica.Far politica é scegliere come crearsi un'attività redditizia che aggiunge un valore aggiunto a quel potere politico che tutti conosciamo.
Allora ? Voi direste ,lettori d'ogni censo. Allora ,come sempre ho più detto, é necessario cambiar sistema; questa democrazia rappresentativa non va più bene perché gli uomini ai quali abbiamo dato mandato fanno tutt'altro che  i nostri interessi e , addirittura non ci danno più la possibilità di scegliere gli uomini per dare una svolta al Paese.
Ormai nell'Italia politica non esistono bandiere nitide, né di sinistra ,nè di Centro, nè di destra, figuriamoci ,poi quella dei Grillini, che da tempo,hanno dato mostranza di adeguarsi a quella stessa risma di soggetti politici che guardano solamente al loro arricchimento e ai loro privilegi. Privilegi e favoritismi che stanno raggiungento fin'anche il centro ... Sicilia.
 Aaronn

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domenica 20 ottobre 2013

Sottoscrivi con Bloglines Da mercoledì 9 ottobre 2013 IL PERCHE' DI UN SILENZIO Lo avrete notato, Idea e Azione non pubblica più articoli da una settimana. I motivi sono vari. Crediamo sia necessaria una profonda riflessione per qualsiasi movimento politico o d’opinione, sulla situazione attuale. Situazione che vede ormai lo scollamento totale tra la classe politica e il cosiddetto “paese reale”. Noi stessi, appassionati di politica e fervidi portatori di valori, ci sentiamo annoiati e delusi dal quotidiano spettacolo che ci viene offerto dai nostri “governanti”. Le tragedie si susseguono incessantemente, uomini e donne che perdono il lavoro, giovani che non lo trovano, imprenditori che abbandonano l’impresa soggiogati da pastoie burocratiche, costretti a fare impossibili salti mortali per mantenere aperte le aziende o decidono che per dare un futuro a se stessi ed alle proprie creature sia necessario guardare all’estero. Ci verrebbe da dire: ”L’Italia sta chiudendo: chiudiamo anche NOI” e invece no, cerchiamo di sfruttare questo momento di riflessione per cercare nuovi orizzonti, nuove possibilità, con gli occhi aperti verso il bene della nostra Patria. A presto…? FONTE: http://www.ideaeazione.it/  

IL MIO COMMENTO: Illustre redattrice quando ai cavalli in corsa si lasciano le redini, questi prendono la rincorsa e non c'é più possibilità di riacchiapparli. Anch'io, epperò, mi sono astenuto dallo scrivere, nauseato, ma non domo nonostante non sia più giovane. Un po’ di riflessione ? E' indispensabile pensare, ma per far progetti,ma in un'Italia che non non ha maestri - e se li ha sono in tutt'altre faccende divorati e neppure architetti -come sarà possibile ridisegnarla, con diversi uomini politici ? Con nuovi giudici? Con diversi educatori? Quante critiche abbiamo riversato a quella parte della storia dell'antica Roma, quando i senatori declamavano che la cosa pubblica, perché esprimesse la vera democrazia del popolo, sarebbe dovuta essere gestita dai filosofi? Tanto, noi non lo avremmo mai permesso, seppure audaci critiche a recenti cattedratici ci siamo permessi di fare é perché mediocri sono stati i lor risultati. Allora ci rimane la meditazione … o portare ai giovani un progetto per un’Italia secondo quanto attestato dalla Costituzione Italiana. L’Italia oggi è senza lavoro , è senza un futuro e non trasferendo ai giovani la carica di una n/s dignitosa rivalsa , peggioreremmo questo status di stallo ,anzi questo status é stato reso invasivo di nuove etnie e , mentre noi si dona aiuto a quest’ultimi, i nostri poveri diventano più poveri e i ricchi se la ridono alle spalle di chi non fa nulla perché l’Italia rimanga Italia e i lavoratori ripensano a emigrare, emulando l’atto di sacrificio a cui si sottoposero i propri padri.-Aaronn

lunedì 26 agosto 2013

ITALIANI.... SVEGLIA ....BISOGNA OSARE

Sottoscrivi con BloglinesITALIANI.... SVEGLIA ....BISOGNA OSARE ,ANCOR PRIMA D'ESSERE ANNIENTATI DAI POTERI FORTI DELLA FINANZA INTERCONTINENTALE. L'ESEMPIO CE LO DA L'UNGHERIA.


 
25/08/2013 08:00

L'esempio viene da Budapest come modello di sovranità

Il coraggio del premier Orban nei confronti dei poteri forti internazionali

L'esempio viene da Budapest come modello di sovranità
Nel resto d'Europa il modello magiaro comincia a diventre una speranza di libertà

Quando si parla di sovranità molti annuiscono. E pensano che hai ragione, è giusto che si decida noi in casa nostra. Poi arriva quello che gli spara contro i dubbi sulla moneta, quell'altro che gli dice ma dove andiamo e il vicino di casa che gli chiede se ci conviene.
In pochi - perché l'informazione italiana fa davvero pietà - conoscono il modello ungherese, vera bestia nera dei poteri forti comunitari e non solo. Un premier coraggioso, Viktor Orban, non si è fatto intimidire dalle pressioni internazionali e ha deciso di salvare il suo popolo dallo spettro della crisi, proprio a colpi di sovranità nazionale.
Mentre noi stiamo a discettare di come ci si inchina di fronte ad Angela Merkel; oppure di che sesso dovrà essere il fidanzato di nostro figlio; e di tanta altra modernità; in Europa c'è un Paese che ha mandato al diavolo il Fondo monetario internazionale. È l'Ungheria.
In pratica, Budapest ha imposto ai rappresentanti dell'augusto potere finanziario mondiale di preparare le valigie e lasciare in pace il popolo magiaro, che agli affari suoi ci pensa da sola.
Lo Stato ungherese entro fine 2013 - molto prima di quanto si era stabilito in precedenza -  non avrà  più sulle spalle il peso di 20miliardi di euro dovuti dal governo precedente all’attuale. L’Ungheria va avanti col suo fiorino e decide autonomamente la propria politica economica. Se riescono ad estinguere con largo anticipo addirittura il debito col Fmi, evidentemente non vivono una condizione sciagurata.
Non se ne parla perché i poteri che contano in Europa hanno interesse a creare una dipendenza delle nazioni e delle loro economie. Sovranità monetaria diventa sempre più spesso a Bruxelles e Francoforte una parolaccia, nel resto d'Europa comincia a diventare una speranza di libertà.
Seguiamolo, questo primo ministro ungherese, Orban, che sta diventando un esempio e modello per centinaia di milioni di europei schiacciati e annientati da poteri usurai e occulti che comandano antidemocraticamente nel continente.
È  Orban a parlare con coraggio del Nuovo Ordine Mondiale e di cosa gli Stati sono chiamati a fare se vogliono tutelare le loro nazioni dal diabolico cancro mondialista, proteso a distruggere non solo le nazioni e le costituzioni, ma le famiglie, "la Famiglia", e gli stessi uomini. Come? Sovvertendo la natura e la società in nome del "progresso"; distruggendo il creato (vedi la battaglia contro gli OGM) e modificando lo stesso DNA umano; creando debiti fittizi ed inestinguibili e iniziando più o meno in tutto il mondo guerre senza fine e logica. Guerre spacciate per missioni di Pace e missioni per "l'esportazione della democrazia". Cosiddette "primavere". I cui costi sono pagati dai popoli.
Quando si parla di sovranità molti annuiscono. E pensano che hai ragione, è giusto che si decida noi in casa nostra. Poi arriva quello che gli spara contro i dubbi sulla moneta, quell'altro che gli dice ma dove andiamo e il vicino di casa che gli chiede se ci conviene.In pochi - perché l'informazione italiana fa davvero pietà - conoscono il modello ungherese, vera bestia nera dei poteri forti comunitari e non solo. Un premier coraggioso, Viktor Orban, non si è fatto intimidire dalle pressioni internazionali e ha deciso di salvare il suo popolo dallo spettro della crisi, proprio a colpi di sovranità nazionale.  Mentre noi stiamo a discettare di come ci si inchina di fronte ad Angela Merkel; oppure di che sesso dovrà essere il fidanzato di nostro figlio; e di tanta altra modernità; in Europa c'è un Paese che ha mandato al diavolo il Fondo monetario internazionale. È l'Ungheria.
In pratica, Budapest ha imposto ai rappresentanti dell'augusto potere finanziario mondiale di preparare le valigie e lasciare in pace il popolo magiaro, che agli affari suoi ci pensa da sola.Lo Stato ungherese entro fine 2013 - molto prima di quanto si era stabilito in precedenza -  non avrà  più sulle spalle il peso di 20miliardi di euro dovuti dal governo precedente all’attuale. L’Ungheria va avanti col suo fiorino e decide autonomamente la propria politica economica. Se riescono ad estinguere con largo anticipo addirittura il debito col Fmi, evidentemente non vivono una condizione sciagurata.
Non se ne parla perché i poteri che contano in Europa hanno interesse a creare una dipendenza delle nazioni e delle loro economie. Sovranità monetaria diventa sempre più spesso a Bruxelles e Francoforte una parolaccia, nel resto d'Europa comincia a diventare una speranza di libertà.Seguiamolo, questo primo ministro ungherese, Orban, che sta diventando un esempio e modello per centinaia di milioni di europei schiacciati e annientati da poteri usurai e occulti che comandano antidemocraticamente nel continente.
È  Orban a parlare con coraggio del Nuovo Ordine Mondiale e di cosa gli Stati sono chiamati a fare se vogliono tutelare le loro nazioni dal diabolico cancro mondialista, proteso a distruggere non solo le nazioni e le costituzioni, ma le famiglie, "la Famiglia", e gli stessi uomini. Come? Sovvertendo la natura e la società in nome del "progresso"; distruggendo il creato (vedi la battaglia contro gli OGM) e modificando lo stesso DNA umano; creando debiti fittizi ed inestinguibili e iniziando più o meno in tutto il mondo guerre senza fine e logica. Guerre spacciate per missioni di Pace e missioni per "l'esportazione della democrazia". Cosiddette "primavere". I cui costi sono pagati dai popoli.
Francesco Storace
FONTE:http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/848451/L-esempio-viene-da-Budapest-come.html
Il mio commento  : Tornati dalle ferie, non si può che costatare che nulla é mutato in politica . Il Primo ministro Letta, dal canto suo, oggi mi appare come un pallino in mezzo al grande biliardo dove si gioca a carambola o all'italiana. I lettori più vicini alla mia età- non del tutto avanzata - intendiamoci, ricorderanno, quando quanto fosse diffuso negli anni 60/70 questo gioco di biliardo nelle gradi sale. Esso assumeva duplice aspetto e significato, sia se si giocava la carambola che in quello all'italiana .In entrambi i giochi,epperò, aveva uno scopo, quello di rendere concreto il gioco e mettere a dura prova l'abilità dei giocatori secondo la loro bravura. Perché questo esempio porto a voi? Perché oggi Letta, il nostro primo ministro, rappresenta, nella mia allegoria, quel pallino toccato da tutti, in balia delle correnti a favore e di quelle avverse.In balia di un Capo dello Stato che, contrariamente alle sue attribuzioni, oggi , in Italia rappresenta il vero Capo del Governo. In balia di un primo ministro germanico che sembra essersi sostituito a un Fùhrer e detta le condizioni economiche e politiche a tutti gli stati della comunità europea. Ovviamente il cittadino finalmente ha capito; allora diventa indispensabile che costui informi altri cittadini e che tutti assieme ,per questa costituzione di un’Europa Unita,abbiamo perduto totalmente sovranità politica economica e giuridica. Solo nelle aule dei tribunali,vogliono ancora farci intendere che ancora siamo un popolo ma é un modo come un altro per speculare sul principio della sovranità.   
Allora,qualcuno potrebbe anche affermare che tutti gli stati della comunità europea sono pecore guidate da un mandriano e che da questa "eurolandia" é difficile uscirne perché forte sarebbe il disastro economico cui andremmo incontro; economisti di genere e di maniera fanno di tutto per tranquillizzare i nostri animi,ormai giunti all’esasperazione,ma ... sembrerebbe che non é proprio così. E' Francesco Storace ,attraverso il suo nutrito articolo, a spiegarci, che " non tutti gli stati, non tutti gli uomini seguono il branco. L'Ungheria ed il suo I° ministro sono oggi l'esempio di come un popolo deve mantenere integra la propria autononia ,ma soprattutto dignità sovrana. Salvatore Casales

sabato 3 agosto 2013

Quale giudizio sereno gli italiani possono dare a una sentenza eseguita con il pregiudizio?

Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

Antonio Esposito parlò di presunte gare erotiche del premier con due deputate del Pdl. E anticipò la condanna di Vanna Marchi che emise due giorni dopo

Questo è l'articolo più difficile che mi sia capitato di scrivere in 40 anni di professione. Un amico magistrato, due avvocati, mia moglie e persino il giornalista Stefano Lorenzetto mi avevano caldamente dissuaso dal cimentarmi nell'impresa. Ma il cittadino italiano che, sia pure con crescente disagio, sopravvive in me, s'è ribellato: «Devi!».
Il presidente della sezione feriale della Cassazione Antonio Esposito
Dunque eseguo per scrupolo di coscienza.
In una nota diramata dal Quirinale dopo la condanna definitiva inflitta a Silvio Berlusconi, il capo dello Stato ci ha spiegato che «la strada maestra da seguire» è «quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura». Ebbene, signor Presidente, qui devo dichiarare pubblicamente e motivatamente che fatico a nutrire questi due sentimenti - fiducia e rispetto - per uno dei giudici che hanno emesso il verdetto di terzo grado del processo Mediaset. Non un giudice qualunque, bensì Antonio Esposito, il presidente della seconda sezione della Corte suprema di Cassazione che ha letto la sentenza a beneficio delle telecamere convenute da ogni dove in quello che vorrei ostinarmi a chiamare Palazzo di Giustizia di Roma, e non, come fa la maggioranza degli italiani, Palazzaccio.
Vado giù piatto: ritengo che il giudice Esposito fosse la persona meno adatta a presiedere quell'illustre consesso e a sanzionare in via definitiva l'ex premier. Ho infatti serie ragioni per sospettare che non fosse animato da equanimità e serenità nei confronti dell'imputato. Di più: che nutrisse una forte antipatia per il medesimo, come del resto ipotizzato da vari giornali. Di più ancora: che il giudice Esposito sia venuto meno in almeno due situazioni, di cui sono stato involontario spettatore, ai doveri di correttezza, imparzialità, riserbo e prudenza impostigli dall'alto ufficio che ricopre.
Vengo al sodo. 2 marzo 2009, consegna del premio Fair play a Verona. L'avvocato Natale Callipari, presidente del Lions club Gallieno che lo patrocina, m'invita in veste di moderatore-intervistatore. È un'incombenza che mi capita tutti gli anni. In passato hanno ricevuto il riconoscimento Giulio Andreotti, Ferruccio de Bortoli, Pietro Mennea, Gianni Letta. Nel 2009 la scelta della giuria era caduta su Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Cassazione. Nell'occasione l'ex giudice istruttore dei processi per l'assassinio di Aldo Moro e per l'attentato a Giovanni Paolo II giunse da Roma accompagnato da un carissimo amico: Antonio Esposito. Proprio lui, l'uomo del giorno. Col quale condivisi il compito di presentare un libro sul caso Moro, Doveva morire (Chiarelettere), che Imposimato aveva appena pubblicato.
Seguì un ricevimento all'hotel Due Torri. E qui accadde il fattaccio. Al tavolo d'onore ero seduto fra Imposimato ed Esposito. Presumo che quest'ultimo ignorasse per quale testata lavorassi, giacché nel bel mezzo del banchetto cominciò a malignare, con palese compiacimento, circa il contenuto di certe intercettazioni telefoniche riguardanti a suo dire il premier Berlusconi, sulle quali vari organi di stampa avevano ricamato all'epoca della vicenda D'Addario, salvo poi smentirsi. Il presidente della seconda sezione penale della Cassazione dava segno di conoscerne a fondo il contenuto, come se le avesse ascoltate. Si soffermò sulle presunte e specialissime doti erotiche che due deputate del Pdl, delle quali fece nome e cognome, avrebbero dispiegato con l'allora presidente del Consiglio. A sentire l'eminente magistrato, nella registrazione il Cavaliere avrebbe persino assegnato un punteggio alle amanti. «E indovini chi delle due vince la gara?», mi chiese retoricamente Esposito. Siccome non potevo né volevo replicare, si diede da solo la risposta: «La (omissis), caro mio! Chi l'avrebbe mai detto?».
Io e un altro commensale, che sedeva alla sinistra del giudice della Cassazione, ci guardavamo increduli, sbigottiti. Ho rintracciato questa persona per essere certo che la memoria non mi giocasse brutti scherzi. Trattasi di uno stimato funzionario dello Stato, collocato in pensione pochi giorni fa. Non solo mi ha confermato che ricordavo bene, ma era ancora nauseato da quello sconcertante episodio. Per maggior sicurezza, ho interpellato un altro dei presenti a quella serata. Mi ha specificato che analoghe affermazioni su Berlusconi, reputato «un grande corruttore» e «il genio del male», le aveva udite dalla viva voce del giudice Esposito prima della consegna del premio.
Non era ancora finita. Sempre lì, al ristorante del Due Torri, il giudice Esposito mi rivelò quale sarebbe stato il verdetto definitivo che egli avrebbe pronunciato a carico della teleimbonitrice Vanna Marchi, la quale pareva stargli particolarmente sui didimi: «Colpevole» (traduco in forma elegante, perché il commento del magistrato suonava assai più colorito). Infatti, meno di 48 ore dopo, un lancio dell'Ansa annunciava da Roma: «Gli amuleti non hanno salvato Vanna Marchi dalla condanna definitiva a 9 anni e 6 mesi di reclusione emessa dalla seconda sezione penale della Cassazione». Incredibile: la Suprema Corte, recependo in pieno quanto confidatomi due giorni prima da Esposito, aveva accolto la tesi accusatoria del sostituto procuratore generale Antonello Mura, lo stesso che l'altrieri ha chiesto e ottenuto la condanna per Berlusconi. Ma si può rivelare a degli sconosciuti, durante un allegro convivio, quale sarà l'esito di un processo e, con esso, la sorte di un cittadino che dovrebbe essere definita, teoricamente, solo nel chiuso di una camera di consiglio?
Capisco che tutto ciò, pur supportato da conferme testimoniali che sono pronto a esibire in qualsiasi sede, scritto oggi sul Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi possa lasciare perplessi. Ma, a parte che non mi pareva onesto influenzare i giudici della Suprema Corte alla vigilia dell'udienza, v'è da considerare un fatto dirimente: alcuni dettagli dell'avventura che m'è capitata a marzo del 2009 li avevo riferiti nel mio libro Visti da lontano (Marsilio), uscito nel settembre 2011, dunque in tempi non sospetti, considerato che la sentenza di primo grado a carico di Berlusconi è arrivata più di un anno dopo, il 26 ottobre 2012, ed è stata confermata dalla Corte d'appello l'8 maggio scorso. Senza contare che il collegio dei giudici di Cassazione che ha deliberato sul processo Mediaset è stato istituito con criteri casuali solo di recente.
A pagina 52 di Visti da lontano, parlando di Imposimato (che non ha mai smentito le circostanze da me narrate), scrivevo: «Una sera andai a cena con lui dopo aver presentato un suo libro. Debbo riconoscere che sfoderò un'affabilità avvolgente, nonostante le critiche che gli avevo rivolto. Era accompagnato dal presidente di una sezione penale della Cassazione sommariamente abbigliato (cravatta impataccata, scarpe da jogging, camicia sbottonata sul ventre che lasciava intravedere la canottiera). Il quale, forse un po' brillo, mi anticipò lì a tavola, fra una portata e l'altra, quale sarebbe stato il verdetto del terzo grado di giudizio che poi effettivamente emise nei giorni seguenti a carico di una turlupinatrice di fama nazionale. Da rimanere trasecolati».
Allora concessi al mio occasionale interlocutore togato una misericordiosa attenuante: quella d'aver ecceduto con l'Amarone. Da giovedì sera mi sono invece convinto che, mentre a cena sproloquiava su Silvio Berlusconi e Vanna Marchi, era assolutamente lucido nei suoi propositi. Fin troppo.
stefano.lorenzetto@ilgiornale.it
Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/interni/940829.html
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