domenica 20 ottobre 2013

Sottoscrivi con Bloglines Da mercoledì 9 ottobre 2013 IL PERCHE' DI UN SILENZIO Lo avrete notato, Idea e Azione non pubblica più articoli da una settimana. I motivi sono vari. Crediamo sia necessaria una profonda riflessione per qualsiasi movimento politico o d’opinione, sulla situazione attuale. Situazione che vede ormai lo scollamento totale tra la classe politica e il cosiddetto “paese reale”. Noi stessi, appassionati di politica e fervidi portatori di valori, ci sentiamo annoiati e delusi dal quotidiano spettacolo che ci viene offerto dai nostri “governanti”. Le tragedie si susseguono incessantemente, uomini e donne che perdono il lavoro, giovani che non lo trovano, imprenditori che abbandonano l’impresa soggiogati da pastoie burocratiche, costretti a fare impossibili salti mortali per mantenere aperte le aziende o decidono che per dare un futuro a se stessi ed alle proprie creature sia necessario guardare all’estero. Ci verrebbe da dire: ”L’Italia sta chiudendo: chiudiamo anche NOI” e invece no, cerchiamo di sfruttare questo momento di riflessione per cercare nuovi orizzonti, nuove possibilità, con gli occhi aperti verso il bene della nostra Patria. A presto…? FONTE: http://www.ideaeazione.it/  

IL MIO COMMENTO: Illustre redattrice quando ai cavalli in corsa si lasciano le redini, questi prendono la rincorsa e non c'é più possibilità di riacchiapparli. Anch'io, epperò, mi sono astenuto dallo scrivere, nauseato, ma non domo nonostante non sia più giovane. Un po’ di riflessione ? E' indispensabile pensare, ma per far progetti,ma in un'Italia che non non ha maestri - e se li ha sono in tutt'altre faccende divorati e neppure architetti -come sarà possibile ridisegnarla, con diversi uomini politici ? Con nuovi giudici? Con diversi educatori? Quante critiche abbiamo riversato a quella parte della storia dell'antica Roma, quando i senatori declamavano che la cosa pubblica, perché esprimesse la vera democrazia del popolo, sarebbe dovuta essere gestita dai filosofi? Tanto, noi non lo avremmo mai permesso, seppure audaci critiche a recenti cattedratici ci siamo permessi di fare é perché mediocri sono stati i lor risultati. Allora ci rimane la meditazione … o portare ai giovani un progetto per un’Italia secondo quanto attestato dalla Costituzione Italiana. L’Italia oggi è senza lavoro , è senza un futuro e non trasferendo ai giovani la carica di una n/s dignitosa rivalsa , peggioreremmo questo status di stallo ,anzi questo status é stato reso invasivo di nuove etnie e , mentre noi si dona aiuto a quest’ultimi, i nostri poveri diventano più poveri e i ricchi se la ridono alle spalle di chi non fa nulla perché l’Italia rimanga Italia e i lavoratori ripensano a emigrare, emulando l’atto di sacrificio a cui si sottoposero i propri padri.-Aaronn

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